Alla recente Consulta presi in esame alcuni provvedimenti della Regione Lombardia che riguardano la vita e l’azione delle comunità cristiane. L’apprezzamento dell’Arcivescovo per l’attività dell’organismo

di Lorenzo SIMONELLI
Responsabile Osservatorio Giuridico Legislativo Regionale

Scola

Martedì 6 dicembre, vigilia della festa di Sant’Ambrogio, si è riunita la Consulta dell’Osservatorio Giuridico Legislativo Regionale, organismo voluto alla fine degli anni Novanta dai vescovi della Conferenza episcopale lombarda per «instaurare, a nome della Cel, rapporti permanenti a livello istituzionale con gli organi regionali competenti» (articolo 3 dello Statuto).

La Consulta, presieduta da monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, e a cui partecipano i rappresentanti delle Diocesi lombarde nonché i delegati incaricati dei diversi ambiti dell’azione pastorale della Chiesa lombarda, ha prestato attenzione ad alcuni provvedimenti della Regione Lombardia che hanno significativi contatti con la vita e l’azione delle comunità cristiane. In particolare le riflessioni hanno riguardato l’applicazione della legge regionale per il governo del territorio n. 12/05 in riferimento al fondo costituito da ogni Comune lombardo con l’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria che deve essere destinato ad attrezzature di interesse comune per servizi religiosi (articolo 73), e alcune scelte recentemente assunte dalla Giunta regionale e dagli assessorati competenti in merito al delicatissimo ambito dei servizi sociali e socio-assistenziali (Dgr numeri 1353, 2055 e 2505), ambito nel quale e da sempre sono impegnate le nostre parrocchie e le Caritas diocesane.

Anche il cardinale Angelo Scola ha voluto portare il suo personale saluto e attestare l’apprezzamento per questa attenzione permanente della Chiesa alla normativa e alla prassi amministrativa che tanto significativamente incidono sulla vita delle persone e delle famiglie, soprattutto di quelle più bisognose.

In particolare ha ribadito che, nella linea del Concilio Vaticano II e in coerenza alle scelte concordatarie, la Chiesa riconosce l’autonomia dell’ambito sociale e proprio per questo motivo si impegna in un dialogo franco con le realtà istituzionali chiamate a favorire la buona vita quotidiana dei cittadini e il bene comune, in primis la Regione Lombardia e gli enti territoriali. A maggior ragione oggi, quando la crisi non solo economica tanto fa sentire i suoi effetti su tutti, persone e istituzioni.

L’Arcivescovo ha inoltre ricordato a tutti i presenti che il loro impegno non è meramente tecnico-legale, ma è espressione autentica della cura pastorale propria della Chiesa che è chiamata a servire l’uomo che abita questo mondo. Queste parole assumono poi particolare valore in quanto pronunciate nell’imminenza del primo Discorso alla città di Milano, nella vigilia della memoria della consacrazione episcopale di Ambrogio, un vescovo che aveva prima servito la società civile nelle vesti di amministratore della cosa pubblica.

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