In tutte le parrocchie della diocesi peruviana nell’Anno della fede nasce una collaborazione con la Fom, non per esportare l’esperienza ambrosiana, ma per creare percorsi educativi nella condivisione

di Mario PISCHETOLA

Huacho

C’è un ponte che unisce tutti gli oratori della diocesi di Milano con la parrocchia Jesús Divino Maestro di Huacho in Perù. Lì, in terra di missione, i fidei donum ambrosiani si sono impegnati a importare il modello dell’oratorio rafforzando la cura e l’attenzione che quella comunità già dimostra per le giovani generazioni. È il progetto “Oratorio fidei donum” che la Fondazione oratori milanesi promuove nell’Anno della fede per condividere il patrimonio educativo che è proprio del nostro contesto pastorale con altre realtà dove l’oratorio, nel suo specifico, non è conosciuto o attuato.

Il progetto prevede innanzitutto una raccolta fondi perché la parrocchia di Huacho possa dotarsi di strutture e spazi formativi per i ragazzi, gli adolescenti e le loro famiglie. Grazie al contributo dei nostri oratori, a Huacho potranno essere allestite nuove sale per il gioco, attivati percorsi di formazione degli educatori, realizzati nuovi laboratori di musica, danza, teatro e anche una “scuola sportiva”, insieme ad altre attività proprie della vita dell’oratorio. Inoltre, se l’aiuto sarà sostanziale, si potrà fornire materiale formativo all’intera diocesi di Huacho che potrebbe trovare nuovi incentivi per strutturare la pastorale giovanile, con l’obiettivo di creare una rete e un collegamento fra parrocchie e di coinvolgere anche giovani che vivono fuori dal contesto cittadino e provengono dalla parte andina del territorio diocesano.

La missione di Huacho è stata individuata dall’ufficio missionario della diocesi e proposta alla Fom come prima interlocutrice di un progetto che potrebbe allargarsi e coinvolgere altre realtà dove sono presenti i missionari fidei donum. «Il modello oratoriano non è facilmente esportabile perché è il contesto che determina l’azione pastorale – spiega don Samuele Marelli, direttore della Fom -. Ma si può aiutare le comunità in terra di missione a trovare i mezzi e le modalità per educare le giovani generazioni con proposte che intercettino la vita quotidiana qualificandola con esperienze ricche di fede. L’oratorio vive perché esista una comunità educante che si spende per i più giovani nell’informalità e si prenda cura dei ragazzi in modo totalizzante. In questo senso l’oratorio diventa davvero esportabile ovunque nel mondo».

A Huacho hanno accolto il progetto “Oratorio fidei donum” con entusiasmo. «Siamo emozionati – scrive Massimo Merli, laico fidei donum a Huacho che ha curato i contatti con la Fom -. Sentiamo la responsabilità di questa attenzione e ci mettiamo in moto per realizzare questo progetto. Cercheremo di rafforzare quello che già esiste, aggiungendo lo stile educativo degli oratori ambrosiani. Punteremo anche sulla formazione famigliare curando l’integrazione tra genitori e figli. Con l’aiuto degli oratori ambrosiani, da gennaio a marzo, cercheremo di realizzare qui addirittura l’oratorio feriale, con laboratori di danza, musica, teatro e tornei sportivi. E poi vorremmo rendere l’animazione permanente anche nei mesi successivi».

Il progetto è ambizioso perché coinvolge tutti gli oratori della nostra diocesi per tutto l’anno. «Il progetto – continua don Marelli – ha l’ambizione anche di costruire dei legami, in una sorta di gemellaggio, fra i nostri oratori e la comunità nella diocesi di Huacho. Ma c’è molto di più. Vorremmo proporre agli oratori di leggere le attività che realizzeranno in quest’Anno della fede in una chiave ancora più missionaria. Anche i nostri oratori, nel territorio ambrosiano, sono “oratori fidei donum”, in quanto esprimono nei confronti dei ragazzi e delle loro famiglie il “dono della fede”».

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