Dal 9 giugno al via l’avventura che coinvolge oltre 300 mila ragazzi. Ad accompagnarli, oltre a sacerdoti, religiosi e laici, anche migliaia di giovani animatori: ecco le testimonianze di alcuni di loro

di Mario PISCHETOLA

oratorio estivo

Lunedì 9 giugno si apriranno le porte dell’oratorio estivo 2014. Fin dal primo mattino animatori, educatori e volontari degli oltre mille oratori ambrosiani saranno pronti ad accogliere circa 300 mila ragazzi che vivranno intere giornate all’insegna del gioco, della preghiera, delle attività creative ed espressive, dei laboratori e di altre esperienze che faranno dell’estate un momento insostituibile di crescita personale e comunitaria.

Per i ragazzi e gli animatori l’oratorio sarà, nel vero senso della parola, una «seconda casa». Proprio il tema dell’«abitare» è al centro della proposta della Fondazione Oratori Milanesi per l’estate 2014. Lo slogan «Piano terra – e venne ad abitare in mezzo a noi» inviterà i più giovani a «dimorare» negli spazi e nelle relazioni mettendo in gioco loro stessi. Un brano della Parola di Dio guiderà ogni giornata e mostrerà che c’è uno stile di abitare ogni ambiente che è proprio del Vangelo. Ad arricchire la proposta dell’oratorio estivo sarà certo la trama delle relazioni educative e delle amicizie che si alimenteranno nel vivere insieme tutti i giorni, per almeno quattro settimane e, in molti oratori, fino a fine luglio (a cui aggiungere, nella maggior parte dei casi, l’esperienza del campo estivo in montagna o al mare).

La macchina organizzativa dell’oratorio estivo è quasi totalmente nelle mani dei volontari. Se ne contano circa 50 mila. Molti sono i genitori coinvolti, moltissimi i giovani educatori che si offrono per ruoli di coordinamento, insieme a sacerdoti e religiose. La maggior parte però è costituita da adolescenti, che da diverse settimane si stanno formando per essere all’altezza del delicato compito affidato loro, che consiste nell’essere «animatori» dei più piccoli, in chiave totalmente educativa. Il 23 maggio, nell’incontro diocesano in piazza Duomo, l’Arcivescovo ha lodato la loro capacità di dedizione gratuita definendoli «liberi di essere presi al servizio». In allegato le testimonianze di alcuni di loro.

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