Redazione

Il linguaggio dell’Oratorio estivo quest’anno si farà ancora più comprensibile perché utilizzerà la narrazione come strumento educativo per aiutare i più piccoli a confrontarsi con la realtà e a dare significato all’esperienza quotidiana. Tra i tanti modi di raccontare ne saranno presentati due che, posti in parallelo, parlano di una trama che riguarda il senso della vita: le fiabe e le parabole.

di Massimiliano Sabbadini
Direttore della Fondazione diocesana per gli Oratori Milanesi

Ogni Oratorio estivo ha una sua storia unica e irripetibile. E il tema del “Grest 2006” apre a una “storia nella storia” che lascerà il segno nel cuore di tanti bambini e ragazzi che affolleranno quest’estate gli Oratori della diocesi ambrosiana.

“Si fa per dire?” è il titolo della proposta per l’Estate 2006 in Oratorio. Una proposta che diventa provocazione – decisivo è il punto di domanda nello slogan del Grest – perché invita a usare il fascino del racconto per lanciare un messaggio che parla di vita vissuta e di valori essenziali per la maturazione di ogni persona.

Il linguaggio dell’Oratorio estivo, sempre a misura di ragazzo, quest’anno si farà ancora più comprensibile perché utilizzerà la narrazione come strumento educativo per aiutare i più piccoli a confrontarsi con la realtà e a dare significato all’esperienza quotidiana. Tra i tanti modi di raccontare, durante ogni giornata della calda estate negli Oratori, ne saranno presentati due che, posti in parallelo, parlano di una trama che riguarda il senso della vita: le fiabe e le parabole del Vangelo.

Con una favola si possono spiegare concetti difficili con parole semplici; si osano dire cose che altrimenti non si vorrebbe pronunciare; si può interpretare meglio la realtà. Nelle fiabe c’è il regno della fantasia, della creatività, della spontaneità, dell’originalità… Le fiabe sviluppano tutto questo, anzi molto di più.

C’è, poi, un’arte sapiente per narrare, raccontare, affascinare che non può perdersi nell’oblio della memoria o impoverirsi; un’arte che va recuperata perché viene da lontano e trova nella Parola di Dio un suo spazio significativo. Il parlare in parabole rimane uno dei più grandi insegnamenti dello stile di Gesù di Nazareth. Il comunicare – proprio di Dio e dell’uomo – rende migliori le persone che nella parola si avvicinano, le fa più ricche e sapienti, permette di condividere la reciprocità.

Fra i campi e i cortili risuonerà, dunque, la Buona Notizia così come l’ha annunciata Gesù, e si collocherà dentro un’ambientazione che, riproducendo qualcosa di fantastico e di immaginifico, evoca in realtà un mondo carico di valori positivi che aiutano a crescere.

L’Oratorio estivo 2006 tesse, dentro lo “stile” originale degli incontri di preghiera, del gioco organizzato, delle attività espressive e manuali, delle uscite entusiasmanti, dei canti e dei balli coinvolgenti, delle relazioni educative che vi nascono, un percorso che parte dall’accettazione di sé e giunge alla scoperta dell’Amore di Dio, passando dall’accoglienza reciproca all’amicizia e all’interesse nei confronti degli altri. Tutti valori che saranno appunto svelati dal semplice racconto sia delle parabole che di fatti e di eventi meravigliosi.

Capire, raccontare, ascoltare… È questa la sfida dell’Oratorio estivo di quest’anno: un altro pezzo di “storia vera” nel vissuto dei nostri ragazzi.

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