Redazione

Le liste elettorali potranno contenere solo candidati idonei, cioè con i requisiti richiesti (che abbiano compiuto i 18 anni, abbiano completato il cammino di iniziazione cristiana e siano domiciliati in parrocchia o vi operino stabilmente), e che hanno manifestato disponibilità ad accettare la nomina in caso di elezione.

di Luisa Bove

Domenica 1° ottobre si è conclusa la raccolta delle candidature in vista delle elezioni dei Consigli pastorali che coinvolgerà le oltre mille parrocchie della diocesi ambrosiana. Durante le messe sarà consegnata ai fedeli una scheda di sensibilizzazione sul significato e valore ecclesiale delle elezioni.

L’elenco dei candidati – liberamente proposti o segnalati dalle realtà che operano in parrocchia – viene reso noto domenica 8 ottobre attraverso cartelloni affissi alle porte della chiesa (eventualmente corredate da fotografie), bollettini parrocchiali e altro ancora. I candidati saranno suddivisi in tre o quattro liste oppure in base ad altri criteri che il parroco e la commissione elettorale riterrà più opportuni. Le fasce di età potranno per esempio essere: 18-35 anni, 36-60 e oltre 61; ogni comunità sarà libera di decidere a partire dalla popolazione presente. Ogni elettore potrà esprimere un solo voto per lista, di solito apponendo una “x” sulla casella o sul nome del candidato.

Le liste elettorali potranno contenere solo candidati idonei, cioè con i requisiti richiesti (che abbiano compiuto i 18 anni, abbiano completato il cammino di iniziazione cristiana e siano domiciliati in parrocchia o vi operino stabilmente), e che hanno manifestato disponibilità ad accettare la nomina in caso di elezione.

Il numero di consiglieri laici varia in base alle dimensioni della parrocchia: fino a mille abitanti si avranno 10 consiglieri; fino a 5 mila, da 10 a 18; fino a 10 mila, da 18 a 25 e oltre i 10 mila da 25 a 30. In ogni caso occorre evitare che il numero complessivo sia troppo elevato perché renderebbe più difficile il confronto e si ridurrebbe la possibilità di intervento di ogni singolo membro nelle decisioni comuni.

«La preparazione delle liste e delle votazioni», si legge nel sussidio La comunità e i suoi consigli pubblicato dal Centro Ambrosiano, «non è solo un adempimento “burocratico”, ma è un autentico momento di vita ecclesiale che aiuta a sentirsi partecipi della vita parrocchiale e delle sue decisioni».

Le elezioni dovranno svolgersi in tutta la diocesi domenica 15 ottobre durante le messe. Si può scegliere di distribuire le schede, far votare i fedeli e ritirare le stesse durante un breve tempo di silenzio dopo l’omelia; oppure di consegnare le schede dopo l’orazione al termine della comunione, quindi dare tempo per la votazione e ritirare le schede all’uscita. «Va fatta attenzione al fine di evitare un doppio voto da parte dei fedeli», si legge nel direttorio, «e va garantito il segreto anche attraverso il ritiro delle schede in apposite urne».

Nelle chiese (santuari o sussidiarie) particolarmente frequentate per le celebrazioni liturgiche da fedeli occasionali provenienti da altre parrocchie, può essere utilizzata un’altra modalità di voto, riservata ai fedeli che risiedono nel territorio della parrocchia o che comunque fanno riferimento ad essa. L’ipotesi può essere quella di far votare gli elettori in una sala parrocchiale al termine della messa.

I fedeli che per malattia o altro grave impedimento fossero impossibilitati a partecipare alla celebrazione eucaristica, potranno essere invitati a far pervenire il proprio voto a domicilio a membri o a incaricati dalla commissione elettorale. La scheda sarà ritirata in busta chiusa e aggiunta alle altre prima dello scrutinio.

Le operazioni di voto sono curate dalla commissione elettorale, che dovrà garantire la presenza a tutte le messe della domenica. Per quanto riguarda lo scrutinio la commissione dovrà poi scegliere al proprio interno tre o cinque membri con funzioni di scrutatori, di cui uno come presidente e uno come segretario.

Successivamente alle elezioni il parroco provvederà alla nomina dei membri di sua competenza (un terzo dei membri laici) avvalendosi anche dei consigli della commissione elettorale.

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