Redazione

Non è facile a volte districarsi nella "giungla" di proposte. "Prodotti" educativi per tutti i gusti, impegnativi o meno. Che cosa li differenzia? Che cosa scegliere? Con quali criteri? Tanti gli interrogativi e altrettanti i dubbi che assalgono quando è il momento di decidere. Quanto conta il riferimento alla Chiesa, ai valori esigenti ma autentici?

Mille corridoi in cui si vende tutto, dallo spillo all’automobile. Cosa comprare? Come riuscire ad evitare quella frenesia che ti prende ovunque? Riuscire a fare una spesa “utile” nel tempo “giusto” sarebbe davvero bello! E forse, nel mega-iper-supermercato, riesce ad orientarsi solo chi ha fatto una lista delle cose da comprare, una lista di quelle cose che mancano e di quelle novità che si vorrebbero provare.

Tutti (bambini, giovani, adulti, famiglie) sono clienti del grande supermercato che offre di tutto e tutti con fatica tentano di fare la spesa, anche scegliendo le opportunità che possono essere più vantaggiose, più utili. C’è chi nel supermercato resta ore ed ore a girare con il carrello vuoto e l’aria inebetita perché non osa provare nulla o non sa da che parte iniziare; c’è chi riempie il carrello all’inverosimile e non finisce mai perché qualcosa se lo dimentica sempre; c’è chi mette un po’ di cose nel carrello, ma poi le rimette a posto perché non sono quelle che vanno bene per lui… Il compito che interpella tutti in quel luogo è come mettere insieme le differenti proposte che si incontrano, come scegliere tra l’infinità di proposte quelle che fanno crescere!

La società oggi offre molto, ma non fornisce i criteri con cui fare la lista della spesa. I bambini sono attratti da tutto nel grande mega-iper-supermercato, che però ha solo pochissimi articoli adatti a loro, tutto il resto dovrebbe essere per gli adolescenti, i giovani e gli adulti, ma i bambini corrono comunque in tutto il supermercato… e a volte si perdono!

Gli adolescenti trovano e provano di tutto, dalle cose per i bambini a quelle per gli adulti; non c’è nessuno che ponga loro dei limiti, delle attenzioni e così anche loro corrono da un corridoio all’altro tentando di trovare quel prodotto che dia soddisfazione e li entusiasmi: il prezzo da pagare però rimanda molte volte gli acquisti…

Gli adulti, tutti con l’identico carrello da spingere, sono quelli più affascinati dal supermercato, perché offre loro prodotti mai visti né sperimentati, e così anche loro corrono tra i corridoi e non vogliono lasciarsi scappare nulla: vogliono vedere tutto, ma dopo un gran girare hanno ancora il carrello vuoto perché non sanno decidersi. Dopo aver corso, affannati, per tutto il mega-iper-supermercato ci si accorge che i prodotti in vendita sono un po’ tutti uguali, non c’è nulla che si distingua in modo netto e chiaro nella apparente e ricca varietà. Nell’odierno contesto sociale a fronte di tanti prodotti in vendita c’è carenza di proposte precise con cui misurarsi e fare i conti. Oggi “tutto è possibile, tutto va bene”. Poche e deboli sono le voci che dicono con fermezza che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

Solo passando tra gli espositori delle mille diverse pubblicazioni di quotidiani, riviste e libri, può cadere l’occhio su qualche titolo di giornale che evidenzia, magari polemicamente, i riferimenti forti che vengono dalle parole della Chiesa, che fatica ad essere ascoltata perché non c’è il tempo per ascoltare, ma anche perché a volte le posizioni indicate sono scomode, obbligano a scegliere, dicono che cosa non è possibile, chiedono un impegno. I giornali, comunque, ti buttano in faccia anche le situazioni politiche e sociali del momento che chiedono un impegno e non solo lo sport… ma lo sguardo è già rapidamente altrove.

Nel grande mega-iper-supermercato si gira spesso da soli e così dopo il gran correre, dopo il primo momento di eccitazione generale si avverte una grande solitudine e si inizia a cercare uno dei pochi prodotti non in vendita: le relazioni. Da una parte è forte la sensazione della mancanza di relazioni forti e significative, di legami che aiutino a crescere, che sostengano, che facciano sentire che “si è parte di”; dall’altra altrettanto evidente la richiesta di delineare la propria identità nel “sentirsi parte di”.

Rispondere alla domanda “chi sono io?” è particolarmente complesso perché i confini fra le diverse fasce di età, fra le aspettative di ruolo, sono tutte sfumate e poco chiare. Ai bambini si richiede di essere più grandi della loro età, agli adolescenti più piccoli; ai giovani viene chiesto implicitamente di non diventare troppo presto adulti, perché gli adulti hanno ancora molto da fare e da dire e non possono ancora diventare anziani!

La domanda che si pongono i genitori pensando alla relazione con i loro figli e alla relazione coniugale è “Come costruire relazioni e come gestirle?”: e questa è anche la domanda che si pongono i capi pensando alla relazione con i loro ragazzi e in Comunità capi. Nel grande mega-iper-supermercato c’è un rumore assordante: tutti gridano e corrono, corrono tra i vari corridoi, come se avessero un tempo limitato a disposizione, come se si avesse paura che da un momento all’altro tutto sparisse.

Probabilmente se non si gridasse e non si corresse così tanto si inizierebbe anche a vedere che alcuni dei prodotti esposti sono deteriorati, che altri non servono assolutamente a nulla, che nel carrello ci sono alcune cose doppie o triple (hanno semplicemente un nome diverso), che altre fanno male… Probabilmente, se si avesse un po’ più di pazienza, se si andasse un po’ più adagio, se ci si parlasse un po’ di più…

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