Animatori «Forever»: un compito che dura sempre. Sono stati loro ad accogliere il cardinale Scola al suo arrivo per la messa in parrocchia

di Cristina CONTI

Incontro con l’altro, servizio, missionarietà. Molte le iniziative organizzate per i giovani di Gazzada. Quest’anno, innanzitutto, gli adolescenti hanno partecipato a “Ritroviamo Tommaso”, un modo concreto per dare testimonianza. «Come gli apostoli hanno raccontato a Tommaso di aver visto il Signore, così i ragazzi si sono impegnati ad andare casa per casa a cercare altri coetanei che non sono presenti in oratorio per tanti motivi e a invitarli alle diverse attività – spiega il parroco don Angelo Fontana -. Il riscontro è stato molto positivo: alcuni, infatti, si sono inseriti nel cammino dell’oratorio estivo».

Sollecitare i giovani a mettersi in gioco in prima persona, aiutarli a essere responsabili dell’altro, a prendere sul serio i propri impegni. Un’opportunità offerta anche dal ruolo di animatore. «In oratorio tutti vogliono esserlo: è un servizio “prestigioso” a cui tutti ambiscono», continua don Fontana. E così è nata l’esigenza di fare una selezione forte. Gli aspiranti devono partecipare al cammino “Fsa” (Forse sarò animatore): prima un corso, da seguire durante l’anno, con relatori provenienti dalla Fom o da realtà educative, poi i partecipanti ricevono una maglietta (diversa da quella degli animatori) e fanno un’esperienza nell’oratorio estivo come “aiutanti”. Solo chi passa questa prova diventa animatore e può indossare la maglietta con la scritta “Forever”. «Abbiamo scelto questa parola, perché nella comunità è un compito che dura sempre. Sono infatti proprio questi giovani che hanno accolto il Cardinale nella sua visita odierna», aggiunge.

Stare insieme in oratorio significa anche confrontarsi con la Parola di Dio. Per questo dallo scorso anno tutte le domeniche pomeriggio, dopo le attività con i ragazzi, i giovani si ritrovano in cappella per rileggere insieme il Vangelo: un’attività a cui partecipano anche gli adulti con la loro testimonianza.

Ma i giovani sono protagonisti attivi anche nell’organizzazione delle attività. Per coordinarle dal 2010 è nata una équipe di unità pastorale. Qui il lavoro si svolge in sinergia con gli adulti e va dalla liturgia all’oratorio, dalla carità all’evangelizzazione. Ci si confronta insieme o per settori e i responsabili guidano i gruppi parrocchiali che si occupano delle diverse realtà. «Il contributo dell’équipe è fondamentale perché permette di dare un input unico che poi viene concretizzato nei diversi ambiti, a seconda delle peculiarità e delle disponibilità delle persone. Così si crea unità nella varietà, perché ogni persona può dare il proprio contributo seguendo principi comuni», precisa don Fonatna. All’inizio, certo, c’è stata qualche frizione con il Consiglio pastorale, ma poi si è risolta. «Per me è sicuramente una struttura di grande importanza, perché permette di tradurre idee astratte nella vita concreta della comunità, di farsi tramite con le persone e le loro esigenze reali», conclude don Angelo Fontana.

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