L’immissione con l’Arcivescovo è stato l’atto ufficiale della presa di possesso della parrocchia. Il Cancelliere monsignor Marino Mosconi spiega l’importanza di questa celebrazione

di Nino PISCHETOLA

Monsignor Marino Mosconi

L’11 settembre scorso presso il Palazzo Arcivescovile il cardinale Angelo Scola ha presieduto la Celebrazione della Parola per l’immissione dei nuovi parroci nominati nel mese di settembre. Questo momento, a loro riservato, si svolge generalmente ogni mese in Curia con i nuovi parroci. Ma a settembre, all’inizio dell’anno pastorale quando le nomine sono sostanziose, questo incontro è più sentito e partecipato.

Spiega monsignor Marino Mosconi, Cancelliere Arcivescovile, che «la celebrazione con l’Arcivescovo è la vera e propria presa di possesso della parrocchia o della comunità pastorale e si tratta di un atto molto importante perché rappresenta l’inizio ufficiale dell’incarico del nuovo parroco, anche se avviene in un luogo diverso rispetto alla parrocchia a cui è destinato. Nella nuova comunità affidata ci sarà poi l’ingresso che assume naturalmente i connotati di una solennità per la realtà locale ma dal punto di vista sostanziale ha solo un carattere liturgico. L’incarico ha già avuto inizio con la celebrazione per l’immissione».

In questa occasione i presbiteri nominati parroci o responsabili delle comunità pastorali vengono presentati all’Arcivescovo da parte del Cancelliere. I nuovi parroci poi rinnovano la professione di fede ed esprimono il giuramento di fedeltà nell’assumere un ufficio da esercitare a nome della chiesa e prestando fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani.

«Il Vescovo quando incarica il parroco a guidare una comunità instaura un legame con lui – sottolinea il Cancelliere – poiché il parroco rende presente in una parrocchia, in un territorio concreto, il volto di una Chiesa particolare e qui esprime appunto il ministero del Vescovo. In occasione della celebrazione per l’immissione – continua monsignor Mosconi – il cardinale Angelo Scola ha esortato i parroci a cogliere l’importanza del loro ufficio e li ha invitati a vivere fino in fondo questo compito che ha a che fare con la fede dei credenti. Per rimarcare la preziosità del loro incarico l’atto giuridico della presa di possesso avviene nel contesto di una celebrazione di preghiera nella quale i parroci rinnovano la professione di fede. Assumono infatti un incarico nel segno della fede e della fede dei fedeli che sono affidati loro».

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