La testimonianza della famiglia Ziglioli, che lo scorso anno ha aderito alla proposta Caritas «A Natale e Capodanno ospita un povero a pranzo». L’esperienza è rinnovata quest’anno, c’è tempo fino all’ultimo sia per il 25 dicembre, sia per l’1 gennaio

di Francesca LOZITO

Famiglia Ziglioli

«Caro Babbo Natale, voglio un nonno a cena per il 25 dicembre». Roberta Ziglioli non dimenticherà facilmente la letterina della figlia undicenne dello scorso anno. Milanese, con la sua famiglia nel 2013 è stata una delle protagoniste dell’iniziativa «A Natale e Capodanno ospita un povero a pranzo», aprendo le porte di casa e accogliendo una delle tante persone fragili che popolano Milano: barboni, stranieri in cerca di lavoro, persone scivolate nella povertà a seguito della crisi.

Una ricerca serrata, quella della famiglia Ziglioli, proprio a seguito della richiesta della figlia. Dopo una lunga peregrinazione fra associazioni ed enti, sono approdati al Rifugio Caritas di via Sammartini. E lì hanno trovato Renzo, il nuovo amico e ospite per un giorno.

Promossa da Caritas Ambrosiana, «A Natale e Capodanno invita un povero a pranzo» si propone di far incontrare persone che altrimenti non potrebbero mai incontrarsi. Soprattutto tra le mura domestiche. A qualcuno può sembrare una provocazione, ma per chi sceglie di farla diventa un gesto tanto straordinario, perché avviene un solo giorno, quanto normale, perché è un incontro. E che dà risultati positivi: fa bene al cuore, in un momento in cui si rischierebbe di essere distratti da cose inutili e vacue.

Per questo il vicedirettore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti sottolinea: «L’invito fa bene a entrambi: chi ospita si avvicina a persone troppo spesso descritte attraverso stereotipi; chi viene ospitato può vivere qualche ora in serenità in famiglia».

Torniamo all’esperienza di Roberta. Renzo, l’ospite del pranzo di Natale, i Ziglioli hanno potuto rivederlo quest’anno. Sta cercando di uscire dalla condizione di fragilità: hanno saputo, infatti, che è andato a vivere con i fratelli. Ma Roberta consiglierebbe l’invito ad altre persone? «Certo – risponde senza esitazione -. È una esperienza che tutti dovrebbero fare, nella quale si sta insieme a un’altra persona, con semplicità».

Per il Natale 2014 già dieci prenotazioni sono arrivate alla Caritas, altre sono attese nei prossimi giorni. Provengono da famiglie per lo più milanesi, ma ci sono anche gruppi un po’ speciali. Come l’oratorio di San Simpliciano a Carate Brianza e le suore Marcelline: per i primi è stata una scelta precisa, per far vivere ai ragazzi un Natale speciale e indimenticabile; le seconde aprono le porte della loro casa a chi magari una casa non ha.

Partecipare a «Invita un povero…» è molto semplice: basta telefonare al servizio Siloe di Caritas Ambrosiana, al numero 02.58431212, da lunedì a venerdì, in orari di ufficio. Le prenotazioni vengono accettate fino all’ultimo, sia per Natale, sia per Capodanno.

«È un gesto che si rinnova», sottolinea ancora Gualzetti. E la Caritas lancia una provocazione per convincere le persone ad aderire: in fondo, dicono, «il pane spezzato con chi non ne ha è più buono dell’aragosta». Quest’anno, poi, l’iniziativa è un prologo a quanto verrà proposto sempre dalla Caritas per Expo 2015: per l’evento, infatti, si stanno preparando particolari proposte di condivisione sul tema del cibo con le persone più deboli.

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