La consegna dell’Arcivescovo ai fedeli della comunità riuniti per la festa patronale: «Vivete la fede dentro la società e agganciate anche chi ha smarrito la strada del Vangelo»

di Pietro RONCARI

Sembrava Family 2012 atto secondo, la festa con il cardinale Angelo Scola organizzata ieri dalla comunità di Borsano a Busto Arsizio: colori, suoni, gente festosa, famiglie con bambini, e in mezzo la figura sorridente dell’Arcivescovo, che non ha smesso di incoraggiare tutti a una forte testimonianza di fede, tenendo vivi i fondamentali evangelici dell’impegno dentro la famiglia, in parrocchia e nella società.

«Avanti con vostro il dinamismo, che ho imparato a conoscere in questi giorni. Fate vedere tutta la vostra vitalità, camminate insieme con le altre parrocchie della città e agganciate anche chi ha smarrito la strada del Vangelo», è stata la sua consegna ai fedeli di Borsano prima dell’ultimo abbraccio sul sagrato e lungo via San Pietro, dove ha benedetto la Casa della salute, nuovo centro sanitario rionale voluto dall’amministrazione civica per i borsanesi (pronto entro fine anno).

La visita si è chiusa dunque all’insegna di un’opera concreta per la gente, «segno della positiva collaborazione tra parrocchia e amministrazione civica», ha detto il sindaco Gigi Farioli, presente con assessori e consiglieri comunali. L’Arcivescovo ha poi incontrato tutti i sacerdoti  della città riuniti per il pranzo alla parrocchia Beata Giuliana. «Tutti insieme perché siamo una comunità unica attorno al nostro Arcivescovo», ha detto il prevosto monsignor Franco Agnesi. Per lui ieri è stata la giornata di addio alla città prima di passare al nuovo incarico come Vicario episcopale della Zona di Varese. Ieri era anche la festa della basilica dedicata a San Giovanni Battista e dei santi Pietro e Paolo ai rioni Sacconago e Oltrestazione.

Ad accogliere Scola, sul sagrato trasformato da festoni, fiori e bandiere, è stato il parroco don Mauro Magugliani, che ha ricordato i 100 anni dell’oratorio e i 70 della chiesa. I bambini della scuola materna hanno coinvolto l’ospite sorridente in un festoso girotondo. Alla fine è toccato ai ragazzi dell’oratorio cantargli al loro simpatia. Il gigantesco incensiere sospeso sulla navata centrale e la santa sfera accesa davanti all’altare all’inizio del rito hanno dato un sapore antico alla patronale, preparata con gusto e gestita da numerosi volontari. «La vostra comunità sia il segno vivo della bellezza di vivere con il Signore – ha detto il cardinale -. Non perdete il senso del giorno del Signore. Vivete la fede dentro la società». Simpatica la risposta dei bambini, che gli hanno cantato: «Ora siamo in festa, perché in mezzo a noi ci sei tu».

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