Il cardinale Ennio Antonelli illustra il significato del mosaico di Marko Rupnik che stamane il Papa ha donato a monsignor De Scalzi quale immagine-simbolo di Family 2012

Icona Sacra Famiglia

«Nella Santa Famiglia di Nazareth il cielo incontra la terra e la Trinità divina trova la più perfetta immagine umana». Lo ha affermato stamattina il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, a margine dell’udienza del mercoledì nel corso della quale Benedetto XVI ha consegnato l’immagine simbolo del VII Incontro mondiale delle famiglie a monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012.

L’icona in questione è un mosaico di 115 per 130 cm, realizzato dall’artista gesuita Marko Rupnik, che raffigura la Sacra Famiglia e la SS. Trinità, rappresentata attraverso la mano del Padre da cui provengono fasci di luce sulle persone della Santa Famiglia e dalla quale discende su Maria il fuoco dello Spirito Santo. In piedi, in grembo a Maria seduta, sulle mani di lei cammina verso di noi Gesù; accanto a lei San Giuseppe, in piedi, rivolge lo sguardo a Dio Padre. Ai lati di Giuseppe e Maria il paradiso terrestre e la Gerusalemme celeste, a dire che la Sacra Famiglia è al centro della storia della salvezza.

Il cardinale Antonelli sottolinea che oggi «le famiglie sono chiamate a essere unite e aperte, a preparare i figli per il loro futuro e la loro missione, senza trattenerli con amore possessivo». «Nell’icona le pietre, gli smalti, i colori e la luce – nota ancora il Cardinale – concorrono a dare alla materia uno splendore pieno di energia, evocando un mondo trasfigurato, vivificato dallo Spirito».

Anche le vesti hanno nell’immagine il loro significato: Maria, infatti, «sopra la tunica blu, colore dell’umanità, indossa un manto porpora, orlato di rosso, colore che l’antichità cristiana ha sempre attribuito a Dio: si vuole così indicare che Maria con la divina maternità è stata unita a Dio in modo singolarissimo». Al contrario «Gesù veste una tunica rossa, simbolo della divinità che da sempre gli appartiene, e sopra di essa un manto blu, per indicare l’umanità che ha assunto nel grembo di Maria»; San Giuseppe porta vesti a colori più tenui, adeguati al suo «riserbo» e «laboriosità», ovvero «un manto verde, colore del mondo creato e una tunica ocra, colore della missione paterna».

Il cardinale Antonelli indica, infine, un altro particolare significativo: l’arco ogivale tronco, che «incornicia l’icona», «sottolinea la direttrice verticale» e «colloca la Santa Famiglia al centro della storia della salvezza, indicata con il suo inizio nel paradiso terrestre, una fioritura di colori vivaci, rossi, verdi, gialli, nel pennacchio di sinistra, e con il suo compimento nella Gerusalemme celeste, intessuta di ori e marmi policromi nel pennacchio di destra».

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