L’iniziativa a favore dei progetti Focsiv di agricoltura familiare per vincere la sfida della fame. Tutti possono contribuire con una donazione

Abbiano riso per una cosa seria

Il 17 e 18 maggio Focsiv con 29 organismi soci torna nelle principali piazze e nelle parrocchie italiane con la campagna di raccolta fondi “Abbiamo Riso per una cosa seria” a sostegno di altrettanti progetti di diritto al cibo. Circa tremila volontari coinvolgeranno la gente nella sfida contro la fame che ancora oggi colpisce 842 milioni di persone, di cui 827 milioni vivono nei Paesi in via di sviluppo e 3 milioni sono bambini sotto i 5 anni che muoiono per la malnutrizione.

«Diritto al cibo significa assicurare una nutrizione adeguata a tutti gli uomini e le donne del pianeta ed è considerato un dovere degli Stati fin dall’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948 – dice il presidente Focsiv Gianfranco Cattai -. Il grido dei poveri e di tutte le persone che soffrono la fame interpella però anche ciascuno di noi, come ci ha richiamato papa Francesco che nei mesi scorsi ha chiesto a tutti di unirsi a questo grido per trasformarlo in un ruggito. E trasformarlo in ruggito significa stare con i poveri per cambiare i modelli di sviluppo e le strutture di potere contrarie al bene comune».

Con la campagna “Abbiamo Riso per una cosa seria” Focsiv vuole condividere con tutti i cittadini che il 17 e il 18 maggio saranno nelle piazze e nelle parrocchie dove saranno ospitati i banchetti della raccolta fondi la sfida dei suoi volontari con le comunità locali contro la fame in 29 villaggi tra l’Africa e l’America Latina. In cambio della donazione sarà offerto un pacco di riso del commercio equo solidale certificato FairTrade. 

In particolare Focsiv risponde al problema della fame promuovendo la sovranità alimentare, ovvero il diritto di ciascun Paese a definire il modello economico per il suo sviluppo coinvolgendo le comunità locali nelle scelte politiche sull’uso della terra, e sostenendo in particolare l’agricoltura familiare. Proprio a quest’ultima è dedicato il 2014, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (IYFF).

«Nelle zone rurali di Africa, Asia e America Latina, dove maggiormente si concentrano le persone che soffrono la fame, oltre il 70% delle vittime dell’insicurezza alimentare sono allo stesso tempo agricoltori a livello familiare e piccoli produttori con accesso limitato a risorse naturali, politiche e tecnologie, che da soli non riescono a rispondere ai cambiamenti in atto – spiega Cattai -. Per questo motivo i progetti di sviluppo che con la campagna “Abbiamo Riso per una cosa seria” chiediamo a tutti di sostenere con una donazione, promuovono il rafforzamento delle famiglie contadine nelle democrazie locali e le loro opportunità di accesso e controllo delle risorse».

Un impegno duplice, dunque, quello della FOCSIV: al fianco delle popolazioni a costruire pozzi, mense scolastiche, centri nutrizionali, orti didattici e familiari; e sul piano culturale e politico per una governance globale dell’alimentazione che metta al centro l’agricoltura familiare e le necessità delle popolazioni più vulnerabili e maggiormente colpite dalla fame coinvolgendo tutti gli attori: governi, agenzie Onu, società civile, settore privato.

Info: www.abbiamorisoperunacosaseria.it

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