L’Arcivescovo incontrerà anziani e famiglie, poi celebrerà la Messa in Sant’Apollinare. In una popolazione di 60 mila abitanti molte le nazionalità presenti. Il parroco don Paolo Citran: «Con tutti un rapporto di amicizia e di rispetto»

di Cristina CONTI

Don Paolo Citran

Sabato 22 novembre, alle 18, il cardinale Angelo Scola celebrerà la Messa nella parrocchia di Sant’Apollinare in Baggio (piazza S. Apollinare 7, Milano). Al termine della celebrazione ci sarà l’incontro con i preti del Decanato. Abbiamo chiesto al parroco, don Paolo Citran, quali sono le caratteristiche di questo territorio.

La visita del Cardinale avviene in un momento particolare?
No, non c’è un’occasione specifica. All’inizio dell’anno il cardinale Scola aveva espresso il desiderio di visitare il nostro Decanato. È una visita in una periferia della città. Nel Decanato di Baggio ci sono in tutto 9 parrocchie con circa 60 mila abitanti. Ognuna ha la sua storia e sono collegate attraverso l’unità dei sacerdoti, il Consiglio pastorale decanale e in diversi modi la Pastorale giovanile.

Vi siete preparati in modo particolare per questa occasione?
La preparazione alla visita è andata di pari passo con l’avvicinarsi della nostra comunità alla ordinazione di un nostro parrocchiano, Pietro Farioli, a diacono permanente, avvenuta sabato scorso. In vista di questi momenti abbiamo organizzato una serie di incontri di preghiera per tutta la comunità, dal mese di ottobre in poi.

Quali sono le attività presenti nella vostra comunità?
Ne abbiamo molte perché la struttura della parrocchia è complessa. Oltre alle consuete proposte, l’oratorio è molto frequentato sia dai ragazzi, sia delle famiglie. Abbiamo una scuola parrocchiale rinomata, intitolata a Madre Bucchi, fondatrice delle suore Preziosine. Qui si svolgono percorsi formativi diversi: scuola materna, elementare e media, per un totale di 315 alunni. È seguita da anni con competenza e dedizione da don Cesare Pavesi, vicario parrocchiale. I ragazzi svolgono il cammino formativo di catechesi in diverse tappe e sono seguiti da don Roberto De Stefani. Organizziamo moltissime iniziative sia durante l’anno, sia in estate, mirate per ogni fascia d’età e per le famiglie, mentre la pastorale giovanile è programmata a livello decanale. La Caritas ha un Centro d’ascolto per le persone che chiedono un sostegno alla parrocchia. Un gruppo missionario tiene i rapporti con le suore attive in terra di missione, originarie di questa comunità e collabora con il Centro Missionario diocesano. C’è il gruppo del “Presepe biblico”, che si occupa della cura, manutenzione e innovazione del presepe sotto l’abside della chiesa, che rappresenta non solo le scene della Natività, ma anche quelle della Bibbia, dalla Creazione in poi. È famoso e visitato, soprattutto nel periodo natalizio. Sono presenti infine i gruppi di volontariato, che operano in diverse attività parrocchiali. Vicino a noi, in via Forza Armate 379, c’è la sede delle suore Missionarie della Carità di Madre Teresa, molto attive nel territorio per aiutare i più deboli.

La crisi economica si è sentita molto da voi?
Sì, si è sentita in particolare dove già erano presenti situazioni disagiate, in famiglie che facevano già fatica ad arrivare alla fine del mese. Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di aiuto. Per aiutare le persone che hanno necessità di cibo siamo in collaborazione con il “Banco alimentare”, mentre in alcuni casi forniamo un aiuto economico, per esempio attraverso il pagamento delle bollette.

Ci sono molti immigrati? Di quali nazionalità?
La nostra zona è accogliente e ben servita. Per questo ci sono molte nazionalità presenti: sudamericani, filippini, nordafricani, indiani, immigrati dall’Est Europa, Ucraina, Russia e dallo Sri Lanka. Svolgono lavori umili, spesso sono badanti. I cattolici sono integrati, con gli altri c’è un rapporto di amicizia e di rispetto. Ci siamo resi conto dell’aumento degli immigrati dal fatto che spesso sudamericani o anche nordafricani fanno battezzare i loro figli. Nel nostro territorio sono presenti anche una Chiesa evangelica, una avventista e ci sono cristiani copti e musulmani: le relazioni sono vissute nel rispetto reciproco.

Anziani: a che punto siamo?
Sono molti e partecipano in modo compatto al “Movimento della Terza età”, che si ritrova ogni settimana ed è ben animato. In gran numero collaborano alle attività parrocchiali. Abbiamo anche diversi ministri straordinari della Comunione eucaristica che raggiungono nelle loro case con sollecita regolarità circa 70 anziani.

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