Dedicata al terzo Comandamento la tappa milanese dell’iniziativa promossa da RnS “10 Piazze per 10 Comandamenti”, in programma sabato sera in Piazza Duomo. Scola: riscoprire il riposo come occasione di un riequilibrio dell’esistenza insieme agli affetti e al lavoro

di Loris CANTARELLI

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Conferenza Stampa alla Curia Arcivescovile per presentare l'iniziativa 10 piazze per 10 Comandamenti, in programma a Milano in Piazza Duomo Ricordati di Santificare le Feste. Nella foto Giuseppe Sala, Angelo Scola e Salvatore Martinez (Luca Matarazzo, Milano - 2013-06-03) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

«Il terzo comandamento è l’unico che inizia con l’invito “ri-cordati”, richiamandosi a qualcosa che lo precede: è il rapporto con Dio, che non è estraneo o periferico alla nostra vita»: l’ha detto il cardinale Angelo Scola nel corso della conferenza stampa di presentazione della tappa milanese dell’iniziativa “10 Piazze per 10 Comandamenti”, in programma in Piazza Duomo a Milano sabato 8 giugno, a partire dalle 20.30. A un anno esatto dalla Messa presieduta da Benedetto XVI a Bresso davanti a un milione di persone, che concludeva l’Incontro mondiale delle famiglie, il rapporto tra famiglia, lavoro e festa torna quindi al centro dell’attenzione.

L’Arcivescovo ha approfondito il terzo comandamento a tema della serata, nella sua formulazione di Dt 5 che coinvolge le tre dimensioni degli affetti, del lavoro e del riposo. «Il vero ben-essere della vita è a misura d’uomo – ha sintetizzato Scola – e già la tradizione benedettina dell’ora et labora diceva il ritmare del tempo che oggi diventa necessità di un riequilibrio del nostro rapporto con Dio, con gli altri e con noi stessi». E ha poi aggiunto: «Il riposo non può non avere un riscontro sociale e nelle relazioni personali, altrimenti l’orizzonte umano è destinato a impoverirsi. Si tratta di un’istanza sacrosanta, favorita da tutti: per esempio la Cei ha promosso l’iniziativa “Liberare la domenica” proprio per una maturazione su questi temi».

A presentare con l’Arcivescovo l’iniziativa – promossa da Rinnovamento nello Spirito e patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione sotto l’egida della Cei, partita lo scorso anno a Roma e proseguita a Napoli e Verona in attesa di toccare Bari, Genova, Cagliari, Firenze, Palermo, Bologna e Torino (mèta conclusiva il 5 ottobre, in prossimità della chiusura dell’Anno della Fede) -, Salvatore Martinez (presidente nazionale di RnS), Giuseppe Sala (amministratore delegato di Expo 2015), Roberto Costa (segretario generale Confcommercio Milano), Luciano Gualzetti (segretario generale del Fondo Famiglia Lavoro), Sergio Macorini (imprenditore e titolare di una gioielleria in città) e Roberto Benaglia (nella segreteria generale Cisl Lombardia).

Martinez ha sottolineato come si tratti del primo evento di popolo a così alto spessore, con la compresenza di rappresentanti di Chiesa, Stato e società civile, nelle principali piazze italiane. «Non per protestare, ma per proporre» la riscoperta dei 10 Comandamenti come «i precetti comuni alle tre religioni monoteiste e non solo», nonché «fondamento di tutte le Costituzioni e gli ordinamenti statali democratici del mondo, una sorta di “codice etico” per la cultura d’Occidente e d’Oriente».

Sala ha annunciato un partenariato con Expo 2015, che si prolungherà nelle altre città coinvolte dall’iniziativa. Di Expo l’amministratore delegato ha ricordato «l’internazionalizzazione (128 Paesi già iscritti, tra cui tutta l’Asia e gran parte dell’Africa), il volontariato (30 mila persone coinvolte) e l’attenzione a temi come la flessibilità del lavoro e le differenze culturali negli orari di vita».

Gualzetti ha notato come la festa sia anche un luogo della comunità che si ritrova a ritessere legami di amicizia e solidarietà. Come il Fondo Famiglia Lavoro, che da gennaio ha aiutato 350 persone con 700 mila euro e con una cinquantina di iniziative ha riattivato le risorse per dare una speranza concreta ai cittadini.

Macorini ha portato la propria testimonianza di imprenditore tornato a riscoprire la fede («una libertà nella via di salvezza che dà serenità e pace») tanto da scegliere, anche in pieno periodo di crisi, di tenere chiuso il negozio alla domenica. Una scelta poi condivisa anche dal figlio, che ora si occupa della gioielleria di famiglia. Dal canto suo Costa ha ricordato come già negli anni Cinquanta l’apertura domenicale dei negozi fosse oggetto di dibattito, nonostante le richieste di tanti consumatori ad aumentare gli orari di apertura, fino a giungere alle parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei: «Non è assolutamente indifferente, né efficace, parcellizzare il tempo del riposo in base alle leggi del mercato». Benaglia, infine, richiamando la manifestazione appena conclusa in piazza Fontana, come esempio immediato dei problemi di oggi, auspicando regole condivise da tutti che rispettino la vita delle persone.

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