A La Montanina conclusa l’esperienza che ha visto 400 chierichetti e chierichette alternarsi in otto turni. Giochi, momenti di preghiera, la riflessione sulla spiritualità di Annalena Tonelli e visite come quella del Vicario generale monsignor Delpini

di Ylenia SPINELLI

chierichetti

Si è conclusa in un clima di festa, sabato 6 luglio, la Tre giorni chierichetti, ovvero la proposta estiva organizzata dal Mo.Chi, il Movimento Chierichetti, presso la casa “La Montanina” di Pian dei Resinelli. Qui, nella splendida cornice delle montagne lecchesi, in otto turni si sono alternati più di 400 chierichetti e chierichette, accompagnati da 78 animatori, provenienti da ogni angolo della Diocesi.

Anche quest’anno, nonostante qualche giornata di maltempo, i ragazzi hanno potuto giocare e pregare all’aperto e partecipare alle mini-lezioni di liturgia, sempre seguiti da don Alberto Colombo, responsabile del Mo.Chi e della Pastorale vocazionale del Seminario. «Se riguardo le centinaia di foto scattate, vedo tutti volti sorridenti, quindi vuol dire che anche questa edizione della Tre giorni è andata bene – commenta il sacerdote -. Nonostante la stanchezza, perché stare con i ragazzi tra i 9 e i 14 anni che hanno l’argento vivo addosso è impegnativo, posso dirmi soddisfatto».

Scopo della proposta è aiutare i giovanissimi a coltivare la propria vita spirituale per scoprire, a piccoli passi, la propria vocazione. Di grande aiuto è stata la figura di Annalena Tonelli, nata a Forlì nel 1943, vera e propria missionaria d’amore: ha infatti dedicato la sua vita ai poveri e ai bisognosi del Kenya e della Somalia. Ma il suo instancabile lavoro per combattere le malattie, i pregiudizi e l’ignoranza le hanno attirato l’odio dei settori più tradizionalisti della società e degli estremisti islamici, che il 5 ottobre 2003 le hanno sparato alla testa. «I ragazzi sono stati molto colpiti dal coraggio di Annalena e hanno seguito con attenzione i filmati con le sue dichiarazioni – spiega ancora don Alberto -. Inoltre alla Montanina è venuta a trovarci Anna Pozzi, giornalista di Mondo e Missione, che l’ha conosciuta in Somalia, poco prima che la uccidessero. Ci ha raccontato che era una donna di grande fede, molto esigente, che però non amava troppo le interviste».

Durante le quattro settimane hanno fatto visita ai chierichetti anche alcuni seminaristi, i preti novelli e tre suore. Ma la presenza più attesa è stata quella di monsignor Mario Delpini, vicario generale della Diocesi, che ha raggiunto i ragazzi nella mattinata di mercoledì 3 luglio. «Sono stato presente solo per un breve incontro, la Messa e il pranzo – ha raccontato il Vicario -. Troppo poco per valutare l’impresa, ma abbastanza per essere felice di vedere ragazzi contenti, animatori intraprendenti, un contesto accogliente e apprezzare un’ottima cucina». Monsignor Delpini ha raccontato ai ragazzi la nascita della sua vocazione e ha scatenato la curiosità di tutti. «Il fatto è che fanno domande complicate. Talvolta non si sa se loro stessi capiscano le domande, figuriamoci le risposte! Mi sono fatto l’idea che quello che rimane in loro non è tanto un insieme di pensieri, ma piuttosto un senso di benessere e di speranza, come se penetrasse nei ragazzi la persuasione che in fondo è possibile essere felici».

Se è davvero questo il bilancio della Tre giorni chierichetti, don Alberto può ritenersi più che soddisfatto.

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