L'Esposizione universale al centro dell'Assemblea missionaria diocesana. Don Antonio Novazzi: «Un'occasione per riflettere, rivedere i nostri stili di vita e contribuire ai progetti quaresimali di solidarietà»

di Luisa BOVE

Don Antonio Novazzi

Sabato 24 gennaio, a Milano, si terrà l’Assemblea missionaria diocesana (nel box a fianco il programma), che affronterà i temi di Expo. «Una scelta obbligata perché Expo interpella anche il mondo missionario – dice don Antonio Novazzi, responsabile della Pastorale missionaria -. Essendo ormai vicini all’evento ci sembra importante aiutare i nostri gruppi missionari in Diocesi a una riflessione sul tema».

Chi interverrà all’Assemblea?
Sergio Marelli, già segretario generale della Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontariato, ndr), che ha uno sguardo grande sulla mondialità e sui problemi della fame e dello sviluppo: conosce bene le situazioni di povertà nel mondo e quanto il cibo e l’alimentazione siano fondamentali, e come ci siano popoli ancora alla ricerca di ciò che è essenziale per vivere. Monsignor Luca Bressan spiegherà come una comunità cristiana si pone di fronte all’evento mondiale che ci porta a guardare al mondo intero. Una comunità cristiana che celebra l’Eucaristia domenicale non può non spezzare il pane anche con chi è in difficoltà ogni giorno. Si passa quindi dal pane eucaristico al pane quotidiano ed è importante mantenere questo legame. I temi dell’Assemblea sono quindi un’opportunità per la Diocesi e tutte le comunità cristiane per riflettere, sapendo che la scelta di seguire il Signore ci può portare a uno sguardo più preciso sui problemi del mondo intero che attende il cibo quotidiano, ma anche il cibo dell’incontro con Gesù che riempie la vita e le dà senso.

È un’occasione per sensibilizzare le comunità?
Sì. Non dobbiamo sciupare questa opportunità evangelica che ci viene offerta a casa nostra, a Milano, con Expo. Le comunità che vivono in questo mondo devono essere capaci di “guardarsi dentro” nelle scelte che fanno ogni giorno rispetto al problema della fame nel mondo, fino a scoprire che l’incontro con il Signore non ci lascia mai indifferenti di fronte ai problemi concreti della vita di ogni giorno

E allora concretamente che cosa possono fare i singoli fedeli, le parrocchie e i decanati?
Occorre rivedere i nostri stili di vita, a casa nostra, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. Ma accanto a questo, visto che a breve inizierà anche il cammino quaresimale, la Diocesi stessa propone progetti incentrati sui problemi della fame, dello sviluppo, dell’acqua, dell’alimentazione in tanti Paesi del mondo. Quindi ogni realtà potrebbe scegliere un progetto e approfondirne la conoscenza durante la catechesi dei ragazzi o negli incontri con gli adulti, così da mettersi in comunicazione con le realtà cristiane che vivono questa fatica. Possono nascere collegamenti nuovi. La Caritas ambrosiana e l’Ufficio missionario hanno già proposto alcuni progetti con gli indirizzi dei vari luoghi, quindi si può comunicare o andare a visitarli>. 

Come avvicinare i due mondi: il ricco Occidente e i Paesi del Sud del mondo dove sono presenti i fidei donum?
L’occasione che abbiamo è quella dell’ascolto dei nostri fidei donum e dei missionari degli istituti religiosi presenti in Diocesi. Abbiamo tante opportunità per ascoltare i testimoni che vivono in queste realtà. Già accade che diversi giovani delle nostre comunità cristiane vivano un’esperienza, anche se breve, in una missione per toccare con mano e conoscere realmente i volti e le persone che vivono là.

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