Il Vicario episcopale illustra la proposta: offrire occasioni per una crescita umana, spirituale e pastorale, come auspicato nell’incontro dell’aprile scorso in Duomo con l’Arcivescovo. Nel progetto coinvolti anche i Decani

di Pierantonio TREMOLADA
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e i sacramenti

Tremolada

Ogni promessa è debito. Ci eravamo impegnati con i Ministri straordinari della Comunione a elaborare una proposta che rendesse ancora più intenso l’impegno della Diocesi a sostenerli nello svolgimento del loro prezioso servizio pastorale. Lo avevamo fatto nel corso di un incontro avvenuto in Duomo il giorno 13 aprile 2013, presieduto dallo stesso Cardinale Arcivescovo, di cui – credo – tutti abbiamo conservato un felice ricordo. Avevamo insieme vissuto l’esperienza intensa dell’ascolto della Parola di Dio e della preghiera comune. Ci si era poi lasciati con alcuni impegni e con qualche promessa. Gli impegni riguardavano l’adorazione mensile, la partecipazione all’incontro di Zona con il proprio Vicario episcopale nel Tempo pasquale e alla processione diocesana del Corpus Domini; le promesse, che si collocavano più sul versante della Diocesi, si riferivano alla proposta di formazione e a un segno di comunione di cui si stava già un poco immaginando la natura. Con l’inizio del nuovo anno liturgico siamo in grado di confermare quanto prospettato, soprattutto sul versante dell’accompagnamento e della formazione dei Ministri nell’esercizio del loro mandato. Crediamo sia importante da parte della Chiesa diocesana offrire ai Ministri straordinari della Comunione occasioni per una crescita umana, spirituale e pastorale, che, senza nulla togliere al valore del cammino di fede compiuto all’interno della propria parrocchia o comunità pastorale, consenta loro di vivere momenti significativi per il proprio specifico impegno pastorale. Abbiamo così pensato a quattro incontri serali nell’arco di un anno, ravvicinati e in stretto rapporto reciproco, cui ciascuno gruppo decanale di Ministri potrà liberamente decidere di partecipare. In un primo incontro si mediterà insieme una delle grandi pagine «eucaristiche» della Sacra Scrittura, in un secondo si affronterà un tema di spiritualità legato all’identità del Ministro, in un terzo si approfondirà qualche aspetto della dimensione liturgica del proprio servizio, nel quarto ci si aiuterà a comprendere meglio in che modo relazionarsi con la persona del malato e con i suoi familiari. Il programma di formazione per il prossimo anno (sarà disponibile a partire da gennaio 2014) può aiutare ad avere un’idea più precisa della proposta: nel primo incontro si leggerà insieme il «Discorso di Gesù sul pane di vita» (Gv 6, 1ss); nel secondo si parlerà del rapporto tra celebrazione eucaristica e adorazione eucaristica; nel terzo del servizio all’Eucaristia e della preghiera del ministro a partire dai testi eucaristici; nel quarto del concetto di «assistenza integrale del malato». È stato elaborato un progetto che già può contare sulla proposta ciclica di quattro percorsi annuali di questo tipo (nella lettera che è stata inviata ai Decani il progetto è stato illustrato nel dettaglio). Ciascun gruppo decanale o interparrocchiale di Ministri deciderà liberamente quanti di questi incontri promuovere nell’arco degli anni prossimi. Per quanto invece riguarda il segno di comunione tra i Ministri straordinari dell’Eucaristia, abbiamo concretizzato l’idea di una teca per l’Eucaristia che avesse delle caratteristiche proprie e che esprimesse in modo particolare l’appartenenza alla nostra Diocesi, nella quale ogni ministro svolge il suo servizio pastorale. Non per distinguerci dagli altri ma per sentirci più uniti tra noi. La frase di Sant’Ambrogio incisa sul retro e il simbolo scelto mi sembrano molto significativi. Sono piccoli segni di una comunione profonda, le cui radici affondano nel mistero pasquale.

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