Alle 18 il cardinale Scola presiederà la celebrazione eucaristica nella parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso, poi incontrerà i sacerdoti del Decanato

di Veronica TODARO

Santi Gervaso e Protaso_Parabiago

Sabato 11 maggio il cardinale Angelo Scola si recherà in visita alla Comunità pastorale “Sant’Ambrogio” di Parabiago. Alle 18 l’Arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso (piazza Maggiolini 18), poi incontrerà i sacerdoti del Decanato.

«Abbiamo la gioia di accogliere de visu colui cui facciamo riferimento come successore agli Apostoli – così il parroco don Felice Noè presenta la visita del cardinale Scola -. Non c’è un motivo particolare o un’occasione celebrativa speciale a fondamento di questa visita. L’abbiamo pensata come un incontro nella nostra vita cristiana quotidiana, nella normalità di un giorno qualsiasi di questo Anno della fede, quasi a ricordarci che si vive la fede qui e ora».

Nell’hinterland milanese l’Arcivescovo troverà una realtà attiva, come spiega lo stesso don Felice: «Parabiago è una cittadina di circa 27 mila abitanti. È stata chiamata “città della calzatura” e l’ascendenza artigiana dei suoi abitanti segna la composizione e la cultura, oltre che la mentalità della città stessa: operosa, ma anche molto attenta al particulare. Custodisce un mondo giovanile molto vivace, legato a due scuole superiori; ha attirato molta immigrazione, ora in forte difficoltà; vive il dramma della precarietà del lavoro e della fatica delle relazioni. La comunità pastorale S. Ambrogio, questo modo nuovo di vivere la fede, l’appartenenza ecclesiale e il servizio all’uomo, ha coinvolto i cristiani di Parabiago a partire dal settembre 2008».

Della Comunità Pastorale fanno parte le parrocchie Ss. Gervaso e Protaso, Santi Lorenzo e Sebastiano (a san Lorenzo) ; Visitazione della Beata Vergine Maria a S. Elisabetta (in Villastanza). In città la diminuzione dei preti non è ancora avvertita, visto che sono presenti 7 sacerdoti. «La Comunità pastorale nasce con l’idea di proporre in modo deciso e convinto la scelta della comunione. La comunione tra le persone è possibile a tutti: nessuno nega o sottrae il legame e l’appartenenza alle singole parrocchie, ma tutti capiamo che ormai i campanili devono diventare antenne per incontrarsi, parlarsi e comunicare il Vangelo in questo mondo che cambia con una rapidità impressionante; le nostre Chiese sono il luogo normale di una comunione che vede la presenza di persone che vengono da ogni dove, i nostri oratori hanno al loro interno ragazzi e giovani che vivono abitualmente in ambienti aggregativi molto diversi e Papa Francesco non ha mancato di osservare che “una parrocchia autoreferenziale si ammala”».

L’entusiasmo per la visita del cardinale Scola è grande: «È sempre bello vedere il proprio Vescovo, condividere con lui la stessa Eucaristia, essere accompagnati all’interno della Parola, riscoprire orizzonti di comunione e di servizio, crescere insieme nella ricchezza della preghiera, nella riscoperta del Dio vicino. Ci siamo preparati a lungo. Rimango ammirato considerando l’impegno delle corali della città, più di 120 persone provenienti da quattro realtà diverse con un programma comune. Ho visto l’impegno dei ragazzi della Cresima che stanno crescendo in sintonia, sono stato partecipe del lavoro appassionato dei Consigli pastorali con le loro commissioni, delle catechiste, degli operatori Caritas e San Vincenzo, degli adolescenti e dei giovani e soprattutto della preghiera semplice, umile e preziosa di tante persone che in questi mesi non hanno fatto mancare la loro attenzione a questa visita. Così come non possiamo dimenticare l’altro dono che il Signore ci sta facendo, quello di un giovane parabiaghese, don Mattia Colombo, che sarà ordinato sacerdote in Duomo a Milano il prossimo 8 giugno proprio dal nostro Arcivescovo».

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