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Redazione

«Andiamo al Parco, per tre giorni, a riposare». Al momento di salire in macchina il Vicario Episcopale father Oliver mi presenta la lista richiesta dei “preti di Kafue”, indicandomi il dodicesimo: «E’ il vostro autista, il giovane segretario dell’Arcivescovo, padre Lazarus Mwansa».

Mi viene incontro abbracciandomi: «Avevo 10 anni quando lei se n’è tornato a Milano, vivevo a pochi metri dalla chiesa, mi ricordo anche dell’albero della cuccagna con suo cugino che è arrivato lassù a toccare la cima, oltre l’untuoso grasso!».

Ecco i nomi dei dodici apostoli: Oliver, Christian, Leonard, Sylvester, Timothy, Gabriel, Maybin, Thomas, Lazarus, Francis, Jonas, Moses. Volando nel piccolo aereo giro e rigiro tra le mie mani quest’elenco incredibile, pensando anche a due che non hanno continuato e a un giovane diacono pronto per il 2006. Deo gratias! direbbe mia zia suora.

All’aeroporto di Mfuwe c’è la direttrice in persona ad attenderci, siamo "vip". Per l’Arcivescovo è anche un ritorno al suo villaggio e a quella Diocesi di Chipata che ha guidato per quasi trent’anni. Due suorine portano anche i fiori e un giovanissimo sacerdote è felicissimo di essere a nostra disposizione per tre giorni.

C’è un piccolo Motel di proprietà della diocesi, dopo essere stato campo base della ditta Italiana Condotte che ha costruito l’aeroporto e le strade attorno.

Per oggi solo qualche scimmietta, tante zanzare e un ululato nella notte: gli esperti parlano di iene nei dintorni.

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