«Finora coinvolti 20 Decanati per un totale di circa 300 parrocchie» spiega monsignor Oltolini. Lo scopo è giungere a una mappatura completa e aiutare le comunità a conoscere e salvaguardare il loro patrimonio

di Luisa BOVE

immobili

Oratori inutilizzati, edifici di culto in precarie condizioni e poco usati, canoniche disabitate. Questo e molto altro sta emergendo sul territorio ambrosiano grazie all’ambizioso e delicato progetto del Piano di manutenzione degli edifici avviato in Diocesi dall’Ufficio amministrativo in collaborazione con la società Consulta srl. Lo scopo è quello di giungere a una mappatura sempre più completa degli immobili parrocchiali e aiutare così le comunità a conoscere e a salvaguardare il vasto patrimonio di cui è ricca la Chiesa milanese. Tanti parroci ne hanno colto l’urgenza e con l’aiuto di professionisti stanno già lavorando al “Fascicolo del fabbricato”. «Il progetto ad oggi coinvolge 20 decanati per un totale di circa 300 parrocchie – spiega monsignor Umberto Oltolini dell’Ufficio amministrativo -, gli enti interessati ne percepiscono l’importanza e la validità, anche se non mancano fatiche e difficoltà trattandosi di un progetto innovativo e impegnativo». Se da una parte infatti, l’adesione delle parrocchie consente una precisa ricognizione della consistenza e delle condizioni del patrimonio immobiliare, dall’altra le stesse (specie quelle inserite nelle Comunità pastorali) faticano a far progetti sulle lunghe distanze rispetto all’utilizzo delle strutture, spesso sovradimensionate alle reali esigenze di oggi.

«Una prima difficoltà riscontrata – ammette Oltolini – è certamente quella di reperire le risorse economiche per la realizzazione del Fascicolo; una seconda è rappresentata invece dalla fatica a trovare persone volenterose che offrano la propria disponibilità e competenza per aiutare il tecnico incaricato nella realizzazione del Fascicolo». In ogni caso la Diocesi non si arrende, non solo perché «la strada individuata è la più adeguata», ma anche perché «il problema della conservazione e della gestione del patrimonio è uno dei nodi più gravosi che andrà accentuandosi nel prossimo futuro e la questione economica non deve diventare un ostacolo all’adesione del progetto. L’Ufficio amministrativo si rende disponibile a trattare la questione e a trovare una soluzione».

«In questa fase – spiega Marco Zanni, project manager di Consulta -, ci stiamo focalizzando sulla formazione dei tecnici (geometri, architetti, periti, ingegneri…), organizzando incontri nei decanati durante i quali vengono declinati tutti gli aspetti del progetto e si entra nel merito delle attività più operative che dovranno essere svolte». Dopo la presentazione si passa ai sopralluoghi in sito. «Questo approccio sul territorio permette di renderci conto del contesto e di instaurare un rapporto per una proficua collaborazione al buon esito del lavoro». L’intero percorso porterà a ottenere un data base che verrà costantemente aggiornato così da avere sempre a disposizione uno strumento utile per la gestione delle attività correnti e la manutenzione programmata degli edifici.

Gli attori in gioco (parrocchie, Consulta e Ufficio amministrativo) lavoreranno in piena sintonia seguendo i vari passaggi «fino a mettere nero su bianco le esigenze delle parrocchie in funzione delle risorse e del patrimonio a disposizione».

«I parroci – afferma il project manager – sono consapevoli della complessità della gestione di aspetti tecnici che potrebbero essere trascurati. A volte i documenti necessari non sono presenti in parrocchia, ma il progetto permetterà anche di costituire un archivio cartaceo e digitale di tutta la documentazione».

Si può facilmente immaginare che la mappatura e ciò che ne consegue non è certo un lavoro da poco. «L’impatto organizzativo è molto forte – conferma Zanni – e per questo negli incontri di formazione e durante le visite in sito puntiamo molto sulla gradualità nel procedere nelle varie fasi del progetto. La prima tappa attualmente in corso è quella di creare il Fascicolo, quindi si tratta di fare ricerca negli archivi parrocchiali e verificare i documenti utili, successivamente si dovrà implementare il sistema inserendo tutti i dati reperiti». È una fase che richiede impegno in termini di tempo ai tecnici incaricati e ai collaboratori coinvolti, ma seguendo il principio della gradualità, rivolgendosi al call center e ai tutor di Consulta si potrà ottenere tutto il supporto necessario. «È certamente un impegno straordinario per la parrocchia – conclude Zanni -, ma questo lavoro porterà ad avere, sulla media e lunga distanza, risultati estremamente positivi perché le informazioni a disposizione potranno essere utilizzate per individuare le alternative gestionali che ogni contesto può richiedere».

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