Nel suo augurio natalizio agli infermi il cardinale Scola rivolge parole di conforto e speranza: «Gesù ha trasformato la passione e la croce in preziosi strumenti di salvezza»

«Per voi l’Autore del tempo si è fatto temporale, per voi il Costruttore del mondo apparve nella carne, per voi il Creatore è stato creato»: queste parole di Sant’Agostino (Sermo 192, 1) introducono la Lettera di Natale che il cardinale Angelo Scola ha scritto ai malati.

«Carissima, carissimo, desidero che il mio “Buon Natale”, espresso con le parole diSant’Agostino, ti raggiunga personalmente – scrive l’Arcivescovo -. Per te viene ancora una volta, in questo Santo Natale, il Figlio di Dio fattosi bambino. E viene come il Salvatore, perciò io ti ripeto con il profeta “Non temere, non lasciarti cadere le braccia”».

«Nella sofferenza che spesso appesantisce le tue giornate e rende lunghe e inquiete le notti, non sei solo. Gesù è con te – prosegue la Lettera -. Lui, che per amore si è consegnato liberamente alla passione e alla croce, le ha trasformate in preziosi strumenti di salvezza. Ti auguro che questo Natale ti porti la guarigione o almeno un po’ di sollievo dalla tua malattia. Gesù Bambino è vicino come il più potente segno di speranza. Ti affido a Sua madre Maria. Prego con te e di tutto cuore ti benedico insieme ai tuoi cari».

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