È la XXXVI edizione della "Settimana europea di studio”, al culmine dell’estate di Gazzada all'insegna di arte, fede, cultura e natura, tra mostre, concerti, film ed esercizi spirituali

di Nino PISCHETOLA

Villa Cagnola Gazzada

Dal 2 al 6 settembre presso Villa Cagnola a Gazzada (Varese) si terrà la XXXVI Settimana europea incentrata, per la quinta edizione, sulla storia religiosa euro-mediterranea.

Sul tema «Africa. Il Maghreb nella storia religiosa di cristianesimo e islam», l’iniziativa vuol fornire utili strumenti per una comprensione del presente nella sua articolata, contraddittoria complessità, di quella parte più occidentale del mondo musulmano che oggi comprende Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. In queste terre originariamente abitate dalle popolazioni berbere, ancora oggi presenti in numero consistente, il cristianesimo si diffuse a partire dal II secolo, dando tra l’altro i natali a personalità come sant’Agostino e Tertulliano, e due papi: san Vittore I e san Gelasio I. Ma la conquista arabomusulmana compiuta nel giro di pochi decenni, a partire dal 641, segnò una svolta per le terre del Maghreb, dove la presenza cristiana diventava progressivamente residuale.

Le varie relazioni, oltre a trattare i temi relativi a questa lunga e decisiva fase storica, affronteranno anche le vicende del Maghreb durante il dominio ottomano, la colonizzazione europea e la decolonizzazione con la nascita degli Stati nazionali, giungendo fino ai giorni nostri, segnati dalle «primavere arabe». Sarà aperta a tutti, con ingresso libero, la sera di venerdì 5 settembre: alle 21, il gesuita padre Samir Khalil Samir, dell’Università di Beirut, terrà una conferenza sulla situazione attuale delle regioni africane del Mediterraneo; interverrà anche padre Silvano Zoccarato, missionario del Pime in Algeria.

La Settimana è promossa dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patronato della Regione Lombardia, il patrocinio e il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus. «È una delle iniziative di punta di Villa Cagnola – sottolinea il direttore, monsignor Eros Monti -. In particolare è da segnalare la serata del 5 settembre, aperta a tutti, con testimonianza di padre Zoccarato, che vive là, e l’intervento di padre Samir».

Basta varcare la soglia di Villa Cagnola per tuffarsi nella storia e nell’arte di popoli lontani, per gustare la pittura – dalla trecentesca alla quella del Settecento – o apprezzare una delle prime collezioni private di ceramiche in Italia; per non parlare della grande biblioteca con oltre 8 mila volumi, mobili e preziosi arredi. «Siamo nel contesto di una realtà straordinaria, unica nel suo genere – spiega monsignor Monti -. Qui si incontrano arte, fede, cultura e natura; a unirle è il “dna” stesso della villa, dono di Guido Cagnola, che nel 1946 volle affidarla alla Santa Sede, attribuendole come “vocazione” quella di restare luogo di dialogo tra culture e fedi diverse, tra Oriente e Occidente, di studio e di ricerca, a contatto con una natura rigogliosa e bellissima. Proprio come fu negli anni in cui lui stesso vi abitò, dal 1886, coltivando tutte queste passioni».

Info: Fondazione Ambrosiana Paolo VI (tel. 0332.462104; fapgazzada@tin.it).

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