Alle 18.30 a Monza la solenne celebrazione nell’anno centenario della nascita, presieduta dal vescovo ausiliare De Scalzi. Si ricorda anche la ricorrenza della sua proclamazione quale Venerabile (28 aprile 2012)

Madre Fernanda Riva
Madre Fernanda Riva

La parrocchia di San Biagio di Monza, inserita nella Comunità pastorale «Ascensione del Signore» (con San Pio X e Santa Gemma), festeggia l’anno centenario dalla nascita della propria parrocchiana Madre Fernanda Riva (Monza, 17 aprile 1920 – Mumbay, 22 gennaio 1956) e l’ottava ricorrenza del decreto di papa Benedetto XVI (28 giugno 2012) con il quale viene riconosciuta la venerabilità. Il 17 aprile è stata celebrata – il video è disponibile sulla pagina Facebook della Comunità pastorale – la Santa Messa nel giorno anniversario della nascita.

Adesso le nuove disposizioni governative consentono di partecipare di persona a un momento solenne, per esprimere sincera gratitudine al Signore per la testimonianza offerta da questa cara religiosa, così domenica 21 giugno alle 18.30 si terrà la celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta da monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano.

«È una ricorrenza che non può passare inosservata – spiega il parroco don Umberto Oltolini – perché annoverare tra i propri parrocchiani una persona che la Chiesa intende proporre come modello di santità è un dono grande e uno stimolo per tutti a percorrere questa strada con impegno e fermezza; inoltre questo anniversario mette in luce la straordinaria attualità del suo messaggio. Nel corso del suo breve passaggio su questa terra Madre Fernanda ci ha detto con chiarezza che l’educazione delle nuove generazioni è un mezzo privilegiato per l’annuncio del Vangelo».

Appena diciottenne, Fernanda Riva prende la seria e incontrovertibile decisione di partire per le missioni all’interno dell’Istituto Canossiano. Le lauree per l’insegnamento e la direzione psicopedagogica la segnalano per la fondazione del St. Joseph’s College, ad Alleppey, unica realtà universitaria femminile nel Kerala, a Sud dell’India, dove per tre anni, dal 1953 al 1956 sarà docente e magnifico rettore, nonostante le cure di un male che avanza inesorabile e che spegnerà la sua spedita, ma compiuta esistenza, vissuta tutta nel segno della gioia e della carità.

Madre Fernanda Riva è conosciuta appunto come la «Missionaria della gioia», la sua radiosa opera di bene parla ancora al cuore di molti, il suo «metodo educativo» gioioso, esigente e buono è oggi ancora applicato ed è oggetto di studio. I suoi diari rivelano l’animo innamorato di Dio, dal tratto gioioso e semplice. In piena sintonia con i messaggi della Evangelii Gaudium di papa Francesco e le sue esortazioni per una Chiesa povera in uscita verso le periferie esistenziali, Madre Fernanda lascia anche una eredità culturale e interculturale. Fu una religiosa aperta, una educatrice capace e operosa. La sua vita fu spesa ad allietare e beneficare gli altri, specie i più distanti e diseredati; rispettosa delle diversità, fu capace di armonizzare il contributo di tutti.

Toccante risulta il ricordo della sua semplicità di tratto e del suo radioso sorriso di bontà. Indicò semplici note psico-pedagogiche sull’empatia, per insegnare come semplicemente saper far felici gli altri, nel comporre liti, per vivere in armonia e leggerezza in comunità e varietà di contesti. La sua scienza, la capacità di sacrificio, i momenti di preghiera personale che non impose, ma propose, esaltarono al meglio la regola che da sempre aveva deciso per sé: imitare Gesù e i Santi, nel dono completo di sé e con gioia, felice di concludere la sua vita con un grazie per aver trovato, così disse sul letto di morte, «affetto e carità» ovunque.

«Siamo fiduciosi che per intercessione di Madre Fernanda – conclude il parroco don Oltolini – possiamo aspirare a fare della nostra vita un dono d’amore a Dio e ai fratelli e intercedere perché ancora oggi non manchi ai giovani il coraggio di rispondere con generosità alla chiamata del Signore». In occasione del centenario della nascita di Madre Fernanda Riva viene anche affisso nella chiesa parrocchiale di San Biagio un quadro che la ritrae, opera di suor Francesca Galbiati, missionaria comboniana monzese.

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