Rinnovata l’esperienza avviata nel 1983 dal cardinale Giovanni Colombo. Il nuovo rettore don Giuseppe Grampa presenta le proposte dell’anno 2021-22: «La formazione permanente è una felice opportunità per essere soggetti attivi, consapevoli, partecipi di un mondo che cambia»

di Marta VALAGUSSA

UTE corsi 2

L’Università per studenti della Terza Età “Cardinale Giovanni Colombo” – inaugurata il 29 ottobre 1983 – è istituzione della Diocesi di Milano di alto profilo culturale e di profondo significato sociale. Il cardinale Colombo non intendeva riportare gli anziani sui banchi di scuola, ma offrire loro molteplici occasioni per riprendere gli studi della propria giovinezza e conoscere i profondi mutamenti intervenuti nella nostra società. La prima sede dell’Università è stata in corso Venezia, nell’Antico Seminario dove il Cardinale risiedeva come ci ricorda la signora Augusta Micheli, da sempre legata all’Università, che oggi ha sede nel complesso della chiesa di san Marco nel quartiere di Brera a Milano. Incontriamo don Giuseppe Grampa, già docente di Filosofia presso l’Università degli studi a Padova e l’Università Cattolica di Milano, nuovo rettore dell’Università, dopo l’improvvisa morte del rettore, mons. Renzo Marzorati.

Don Grampa, sta per iniziare un nuovo anno accademico, ricco di aspettative. Sarà davvero nuovo o la vita dell’Università procederà come di consueto?
Sarà decisamente nuovo. Nuovo da quest’anno il legame tra la UTE (Università della Terza Età) e la parrocchia di san Marco, che non solo continua a mettere a disposizione gli spazi per le lezioni, ma – grazie alla disponibilità del parroco, mons. Gianni Zappa – ne garantirà la conduzione amministrativa. La seconda novità è costituita dall’offerta formativa: quest’anno gli studenti dell’Università potranno scegliere tra circa 40 corsi suddivisi in arte, letteratura, musica, filosofia, storia, scienze umane e del cosmo e scienze religiose. Accanto a quelli già collaudati negli anni scorsi, offriamo una dozzina di nuovi corsi dedicati a problematiche contemporanee che riteniamo importanti per i nostri studenti della terza età.

Quali?
Le fonti energetiche e il loro impatto sull’ambiente (prof. Pippo Ranci, Università cattolica); la condizione anziana nei suoi profili sanitari (prof. Carlo Annoni e dr. Ludovica Caputo del Policlinico); nuovi nonni per nuovi nipoti (prof. Silvia Vegetti Finzi, Università di Pavia); Maometto e l’Islam nel mondo e a Milano (don Gianpiero Alberti, incaricato diocesano per il dialogo con l’Islam); il Concilio sessant’anni dopo (S.E. mons. Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano). Ai consueti laboratori di lingua inglese, informatica e disegno si aggiungerà un nuovo laboratorio di acquarello.

Che ruolo ha oggi l’Università della Terza Età nella città di Milano?
Con felice intuizione nel 1983 l’arcivescovo cardinale Giovanni Colombo non soltanto avvertì quanto la presenza degli anziani andava crescendo nell’insieme della popolazione grazie al protrarsi dell’età media della vita, ma soprattutto come il divario tra il sempre più repentino cambiamento e le consolidate abitudini degli anziani rischiava di lasciarli ai margini, spettatori di un mondo nel quale faticano a riconoscersi e integrarsi. Da questa lungimirante persuasione è nata la nostra Università: la formazione permanente non è solo una urgente necessità per non esser esclusi dal mondo del lavoro in continua evoluzione, ma è una felice opportunità per essere soggetti attivi, consapevoli, partecipi di un mondo che cambia.

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