L’organizzazione ecclesiale accompagna ammalati e pellegrini a Lourdes e ad altri santuari mariani, assistendo le persone bisognose a domicilio. Sabato 3 dicembre in Duomo la Messa con il cardinale Scola, presenti i volontari di tutte le sottosezioni. La celebrazione verrà trasmessa in tv e on line. Il presidente regionale, Vittore De Carli, spiega come l’attività è cresciuta. Anche in altri campi

Reliquie Santa Bernadette

Sarà il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, a presiedere la celebrazione della messa che sabato 3 dicembre, in Duomo, costituirà il momento culminante della ricorrenza dei 90 anni di fondazione dell’Unitalsi Lombarda. Un’occasione di festa che raccoglierà in Duomo, alle 10, i volontari delle 23 sottosezioni lombarde dell’associazione che accompagna malati e pellegrini ai santuari mariani, rinnovando con diuturno impegno lo spirito di chi l’aveva voluta.

In novant’anni l’Unitalsi Lombarda si è adeguata ai cambiamenti tecnici e logistici, ma senza mai deflettere dall’obiettivo di fede che si rivolge soprattutto a Lourdes. Per questo il 3 dicembre la peregrinazione in terra lombarda delle reliquie di Santa Bernadette – un privilegio espressamente accordato per l’occasione dal Vescovo di Lourdes – giungerà a Milano per l’esposizione in Duomo, testimonianza di una devozione che conforta malati e pellegrini. Sabato 3 dicembre Telenova News (canale 664) e il portale internet della Diocesi di Milano (www.chiesadimilano.it) trasmetteranno in diretta la celebrazione per offrire anche ad anziani e ammalati di seguire il rito.

L’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) è un’organizzazione ecclesiale composta da volontari che assistono e accompagnano gli ammalati, i disabili e i portatori di handicap nei pellegrinaggi a Lourdes e nei vari santuari mariani. La sua nascita ha una storia molto speciale: nel 1903 Giovan Battista Tomassi, affetto da una forma gravissima di artrite, si recò a Lourdes per dimostrare che le apparizioni erano un’invenzione e con l’intenzione di suicidarsi con un colpo di pistola proprio davanti alla grotta di Massabielle. Là giunto, però, qualche cosa lo scosse a tal punto non solo da rinunciare al gesto suicida, ma da consegnare l’arma al vescovo che accompagnava il pellegrinaggio, monsignor Radini Tedeschi: «La Signora – gli disse – ha vinto». Di ritorno a casa, decise che agli ammalati e ai sofferenti si dovesse offrire la possibilità di pregare davanti alla Grotta di Lourdes e fondò l’Unital, associazione benedetta da Papa Pio X nel 1904.

Oggi l’Unitalsi conta circa 300 mila aderenti in tutta Italia ripartiti in 19 sezioni regionali formate complessivamente da 290 sottosezioni diocesane e 2 delegazioni nella Repubblica di San Marino. I volontari, “barellieri” e “sorelle”, animati da spirito di servizio e motivati dalla carità, accolgono chi viene accompagnato e assistito come in una grande famiglia dove ci si considera amici e fratelli senza distinzione né di condizione fisica né di ceto sociale.

«Oggi l’attività dell’Unitalsi non si limita ai pellegrinaggi mariani, Lourdes, Loreto, Fatima e Banneux – dice Vittore De Carli, presidente regionale – ma continua in sezioni e sottosezioni dove si organizzano giornate speciali per gli amici ammalati, condividendo momenti di preghiera, ma anche di letizia, giungendo là dove non bastano le strutture sanitarie e la pubblica amministrazione. I volontari infatti seguono a domicilio le persone bisognose, fanno loro compagnia e svolgono piccoli servizi, come andare a fare la spesa, passare dal medico a ritirare una ricetta o sbrigare qualche pratica negli uffici pubblici. A domicilio, l’Unitalsi è in grado di fornire anche assistenza medica e infermieristica, sempre attraverso la disponibilità di volontari specializzati. Inoltre l’Unitalsi Lombarda sviluppa una propria attività nel settore delle strutture protette (nella casa di vacanze acquisita e ristrutturata a Borghetto Santo Spirito, in Liguria, nel corso dell’anno ha accolto circa 1.500 ospiti, di cui 500 disabili) ed è impegnata in particolare nel progetto di accoglienza dei familiari di chi arriva da lontano per ragioni di carattere sanitario. Non si tratta solo di trovare un alloggio ai parenti durante il periodo di degenza del malato, ma di accompagnare da vicino persone ce attraversano un periodo difficile. Tra le sue molteplici sfaccettature, l’Unitalsi è operativa anche nell’ambito della protezione civile: in Abruzzo, per esempio, ha avuto la piena gestione di un campo tende».

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