Redazione

Quando si pensa a un convento, a un monastero o un’abbazia, si immagina una struttura fuori dal centro abitato. Non sempre è così. Ci troviamo a Lovere, una cittadina sulla sponda dell’alto lago d’Iseo. Nel cuore del paese è situato un monastero delle suore di clausura: le "Clarisse".

testo di Franca De Simone
fotografie di Ignazio Cozzoli

Siamo attesi. Un particolare importante ci colpisce; una porta d’ingresso separa due mondi, due diverse realtà. Da una parte la città con la sua vita caotica, piena di problemi e di esigenze; non tutti i passanti si accorgono che al di là di quella porta esiste un altro mondo. Non ne abbiamo il tempo. Possediamo tutti un cellulare che ci fa risparmiare tempo, ma corriamo ugualmente con affanno. Superiamo quella porta ed ecco abbiamo la sensazione che il tempo all’improvviso si fermi.

Suor Chiara ci viene incontro, sembra senza età: un viso giovanile e un aspetto umile. Il monastero ci affascina e suor Chiara ci parla. Nel completo silenzio incontriamo alcune suore; ci soffermiamo a osservare quelle figure e la loro meravigliosa solitudine. Si ha la sensazione che possano correre in nostro aiuto in qualsiasi momento, basta che noi “ bussiamo”.

E’ mezzogiorno. Suor Chiara ci accompagna al di là di un’immensa grata; le suore chiuse dentro si sono già riunite. I loro sguardi immersi nella preghiera dedicata a tutti, anche a coloro che sono fuori da quella porta e non sanno di “non essere soli”.

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