In occasione della presentazione del proprio bilancio di missione l’Azione Cattolica ambrosiana promuove una tavola rotonda presso Ubi Banca con Luciano Gualzetti, Eugenia Montagnini, Silvia Negri e Mauro Gattinoni

di Marta VALAGUSSA

bilancio

Sabato 5 maggio l’Azione Cattolica ambrosiana presenterà il proprio bilancio di missione. L’appuntamento è alle 10 a Milano, presso la sede di Ubi Banca (via Monte di Pietà 7). L’incontro, dal titolo «Lotta alla povertà, inclusione, missione: le sfide attuali dei cristiani coraggiosi», vedrà come relatori Luciano Gualzetti (direttore Caritas Ambrosiana), Eugenia Montagnini (Studio Excursus), Silvia Negri (responsabile unitaria Ac per la Zona pastorale di Lecco) e Mauro Gattinoni (presidente Fondazione Ambrosiana Attività Pastorali). Incontriamo Alfio Regis, amministratore di Azione Cattolica ambrosiana.

Perché un bilancio di missione in Azione Cattolica?
Il bilancio di missione nasce con l’intento di restituire – al di là dei dati meramente quantitativi – un’immagine il più possibile trasparente dell’operato dell’Azione Cattolica ambrosiana nei confronti di tutti coloro che, a vario titolo, possono chiederne conto e di verificare l’aderenza al mandato che l’Assemblea diocesana le ha affidato. Il bilancio di missione rappresenta un prezioso strumento di confronto diretto, facilitando un proficuo dialogo con le componenti essenziali dell’Ac: i soci, la diocesi, i territori, le istituzioni e le famiglie, che condividono un progetto cui ognuno apporta un contributo fondamentale.

Chi sono i destinatari del bilancio?
Il destinatario di diritto di un bilancio è il proprietario, il titolare dell’azienda individuale, l’amministratore delegato, oppure l’azionista di riferimento, nel caso si tratti di società di capitali. Nel caso dell’Azione Cattolica, però, l’interesse è esteso a tutta l’assemblea dei soci, sovrana nell’approvare il bilancio, secondo criteri stabiliti dallo statuto vigente della società, con riferimento alla normativa specifica del Codice civile.

In che modo l’Azione Cattolica può collaborare nel sostenere un’economia fondata non solo su valori numerici?
Sin dal 2011, quando è iniziato il mio servizio di amministratore dell’Azione Cattolica Ambrosiana, ho auspicato che l’associazione potesse sviluppare una visione innovativa, in un certo senso profetica, della gestione delle risorse, e non solo di quelle economiche. È tempo di un salto di qualità, di una nuova mentalità in Azione Cattolica che sappia generare un’economia fondata su valori relazionali, capaci di costruire progetti di bene comune in una prospettiva di reciprocità e di dono. Il patrimonio relazionale diventa una voce degli utili conseguiti e questa premessa introduce il concetto di impresa sociale (o non profit), spesso interpretata in modo distorto come impresa che non produce profitto. In realtà ogni impresa, se è tale, non può che produrre valore.

Quali gli obiettivi del bilancio di missione?
Innanzitutto una comunicazione che vada oltre l’informazione, così come la conoscenza autentica va oltre la competenza tecnica. Penso alla tradizionale comunicazione cartacea come a quella virtuale dei social network e dei tanti strumenti che devono rimanere tali e mai confusi con i fini, mantenendo alla base una vera comunità reale di persone convinte e non solo raggruppamenti virtuali su web. Un altro obiettivo, poi, è un marketing particolarmente finalizzato alla raccolta fondi: soprattutto i fondi provenienti dal cinque per mille sono espressione di una libera decisione del cittadino e dunque responsabilizzano fortemente gli amministratori di un’azienda a coglierne il valore reale e simbolico, sentendosi impegnati a restituire quanto raccolto come «valore di cittadinanza».

È necessario segnalare la propria presenza inviando una mail a segreteria@azionecattolicamilano.it o chiamando lo 02.58391328.

 

 

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