Redazione

«In realtà è per gli adulti questa Agorà dei giovani» è con questa provocazione che l’Arcivescovo di Milano, card. Dionigi tettamanzi si è rivolto agli oltre 8 mila giovani che hanno gremito il Palarossini per la celebrazione eucaristica conclusiva del gemellaggio tra la diocesi di Milano e quella di Ancona.

di Davide Milani

«Dovete mettere in crisi gli adulti con la vostra testimonianza di fede gioiosa e semplice, così come state facendo in questi giorni» ha sottolineato Tettamanzi indicando i molti giovani ambrosiani presenti insieme ai loro coetanei di Ancona e ai rappresentanti di numerose diocesi di tutta Europa.

Il forte messaggio dell’Arcivescovo di Milano è stato ripreso anche da mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona, diocesi ospitante. «Dissetate la profonda arsura spirituale della nostra società. Voi siete un segno di speranza: ogni volta che guardano a voi gli adulti riprendono confidenza con la vita».

Tutta l’omelia di Tettamanzi è stato un ripetuto appello alla testimonianza: «Lasciate una traccia profonda nella società, siate sempre pieni di coraggio. Anche quando sarete incomprensi a causa della vostra fede. Siate pieni di coraggio ogni giorno, in tutte le situazioni in cui sarete chiamati a dare la vita».

Una scelta impegnativa quella della testimonianza coraggiosa e della fede in questi tempi senza punti di riferimento per i giovani. Ma questa scelta diviene praticabile se i ragazzi sapranno esercitarsi nell’arte dell’ascolto: «Ascoltate voi stessi il vostro cuore. Solo chi sa ascoltare è una persona viva. Non abbiate paura di scendere dentro voi stessi e di raccogliere le domande impegnative che spesso sono nascoste in voi. E queste domande presentatele agli adulti che vi guidano e al Signore Gesù».

Un’operazione possibile, questa, secondo Tettamanzi, solo se non si è accecati dai falsi modelli «come quelli proposti dai mass media che vi illudono con la promessa di riempirvi la vita ma in realtà vi svuotano lasciandovi soli».
E’ Cristo allora il modello da accogliere, colui che offre la sua vita riempiendo con la sua presenza l’esistenza di ogni persona.

Gli ottomila giovani presenti hanno accolto con entusiasmo questa chiamata alla testimonianza sottolineando con un lungo applauso l’omelia di Tettamanzi e in modo particolare l’ultimo appello che il Cardinale ha loro rivolto: «Diventate Vangelo vivo, vangelo giovane, per rinnovare la Chiesa. Portate vivacità e speranza nelle vostre comunità ecclesiali».

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