Redazione

In occasione della fine del Ramadan (Id al-Fitr) di quest’anno (1428 E. / 2007 A.D.), l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, a nome dei cristiani di Milano e della Diocesi ambrosiana, ha espresso l’attenzione cordiale che nutre per l’impegno religioso dei musulmani nel vivere fedelmente l’annuale mese di digiuno e nel celebrare la grande festa con cui lo concludono.

Pensiamo che la stima e il rispetto tra fedeli di differenti tradizioni religiose debbano essere reciproci e basarsi sui rapporti di amicizia tra le persone e su un minimo di corretta conoscenza della fede altrui. Come chiediamo ai fedeli cristiani di superare la propria eventuale ignoranza nei confronti dell’Islam, così riteniamo che anche a voi sia richiesto lo sforzo di avere informazioni corrette sul Cristianesimo.
Cristiani e Musulmani non potranno collaborare a promuovere una cultura di pace senza prima abbattere i pregiudizi degli uni nei confronti degli altri, pregiudizi che nascono e crescono sul terreno dell’ignoranza della fede dell’altro. E questo vale per tutti.

Avere un’idea vera e giusta del messaggio cristiano è tanto più necessario per chi – come la quasi totalità di voi, cari Musulmani – si trova ad essere immigrato in questa terra storicamente contrassegnata da una ricca e radicata tradizione cristiana. Chi proviene da altri contesti culturali e appartiene ad altre tradizioni religiose per potersi inserire con profitto nella società italiana ed europea, mantenendo la propria identità, ha certamente bisogno di avere un’immagine non deformata o falsificata del Cristianesimo.
Il senso profondo della nostra fede fondata sul Vangelo di Gesù Cristo, quando è rettamente inteso, non è quello di proporre un messaggio concorrenziale a quello delle altre religioni. Nessuno di voi tema che conoscere qualcosa di vero e di giusto riguardo alla fede cristiana possa comportare dei rischi per la propria fede musulmana. E altrettanto deve valere per i Cristiani nei confronti della tradizione coranica.

L’autentico dialogo islamo-cristiano non è proselitismo e non ha come obiettivo la conversione dell’altro alla propria religione. Esso, nel più ampio quadro del dialogo interreligioso, persegue innanzitutto lo scopo di una migliore conoscenza delle irriducibili differenze tra messaggi e dottrine religiose, che sono e restano molto diverse. In secondo luogo, sulla base di quei valori e principi etici che le religioni si trovano a condividere, il dialogo persegue l’obiettivo di promuovere forme di collaborazione nella ricerca della pace e del bene comune per una più giusta convivenza civile e sociale.
La stessa laicità dello Stato e delle nostre istituzioni pubbliche, sia nazionali che locali, è una garanzia dell’esigenza che le religioni, positivamente presenti sulla sfera pubblica, possano cooperare all’edificazione della società, nel rispetto dell’ordinamento giuridico e delle regole democratiche, al riparo da tentazioni di integralismo e di fondamentalismo.

Mi auguro che questi pensieri, che indirizzo in particolare ai Responsabili religiosi delle diverse Comunità e Organizzazioni islamiche presenti a Milano e in Lombardia perché se ne facciano portavoce presso tutti i Musulmani, possano servire anche a dar vita a forme d’incontro, intorno allo stesso tavolo, da parte di Rappresentanti delle Istituzioni civili e Rappresentanti delle Religioni.

Dio Clemente e Misericordioso, Signore del cielo e della terra, conceda a tutti voi pace e serenità, nella gioia della prossima festa che vi attende

+ Dionigi card.Tettamanzi
Arcivescovo di Milano
1° ottobre 2007

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