Redazione

di Giampiero Alberti

Non si può fare un quadro dei musulmani in diocesi partendo solo dalle sale di preghiera, a volte impropriamente chiamate “moschee” o riferendosi alle sole Organizzazioni islamiche, anche perché i dati che ci provengono dagli stessi Centri ci dicono che solo il 5% dei musulmani li frequenta settimanalmente.
Solo nelle due grandi feste musulmane, quelle della “rottura del digiuno” dopo il mese di ramadan e quella più importante del “sacrificio”, si radunano in migliaia, famiglie intere, principalmente in quattro o cinque luoghi della Lombardia, di solito al Palalido di Milano, al Palasesto di Sesto San Giovanni, a Desio, a Castrate Primo o a Cardano al Campo. Questa consuetudine sta creando una vera e propria tradizione che rispecchia la giusta esigenza di poter celebrare le proprie feste.

Non vanno dimenticati i nuovi convertiti all’islam, alcuni provenienti anche dal cristianesimo, che assumono di solito un ruolo leader nelle comunità islamiche e cercano di presentare l’islam agli italiani.
Sono sorti in questi anni i Centri culturali islamici con varie denominazioni, che hanno generalmente anche sale di preghiera.

I maggiori Centri frequentati da molti di quei 250mila musulmani stimati tra la città e il suo hinterland sono:
– il Centro Islamico di Milano e della Lombardia in Segrate
– la Casa della Cultura Islamica di Milano in Via Padova
– l’Istituto Culturale Islamico Pakistano di Desio e dintorni
– l’Istituto Islamico di Milano in Viale Jenner
– il Centro Islamico di Varese
– la confraternita Sufi Jerrahi-Halveti in Milano viale Piceno
– la Comunità Religiosa Islamica in via Meda a Milano

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