Redazione

La strada verso la multietnicità in Italia è stata imboccata e la diocesi di Milano non fa eccezione: 250.000 i musulmani in diocesi, 160 i matrimoni misti in 10 anni. Non è però corretto parlare genericamente di musulmani: la loro fede è molto diversa a seconda della tradizione, del luogo di provenienza, dell’autorità religiosa riconosciuta. Le principali tradizioni sono: sunniti, sciiti e sufi.

di Giampiero Alberti

È sotto gli occhi di tutti ormai come la nostra società sta diventando sempre più multietnica e multireligiosa. Troviamo persone di fedi ed etnia diverse accanto a noi, sul lavoro, a scuola. Così è anche e forse soprattutto per la Lombardia e quindi per la Diocesi Ambrosiana.
I musulmani in particolare sono numerosi, più di 250 mila. I matrimoni misti contratti nelle nostre chiese negli ultimi dieci anni, sono stati circa 160. I musulmani attraggono la nostra attenzione per il loro modo specifico di vivere e di praticare la loro religione, per le loro esigenze, per qualche problema che ogni tanto sorge, spesso ingigantito dai media.

Chi sono questi musulmani presenti tra noi? Notiamo innanzitutto che il mondo dei musulmani che vivono in Lombardia è estremamente eterogeneo. L’islam è omogeneo nei principi di fede, e negli elementi essenziali della pratica religiosa, ma è eterogeneo nelle diverse tradizioni religiose. La mancanza di un’autorità suprema per la maggioranza di musulmani (sunniti) e la diversa provenienza, sono le cause, oggi, delle diversificazioni. Fra gli sciiti, anch’essi divisi secondo le diverse tradizioni, si hanno invece vari riferimenti autorevoli.
Invece che di islam, si preferisce quindi parlare di musulmani, perché sono loro che esprimono la realtà islamica con sensibilità e modalità diverse.

In Diocesi troviamo musulmani diversificati per il luogo di provenienza. Elenchiamo secondo la consistenza numerica i Paesi da cui provengono: Marocco, Albania, Tunisia, Senegal, Egitto, Nigeria, Bangladesh, Pakistan, Algeria, Bosnia.
Quindi se vogliamo capire quale musulmano abbiamo davanti, occorre conoscere la sua provenienza e la tradizione giuridica e di pensiero cui fa riferimento, tenendo però presente che spesso il musulmano semplice che giunge da noi, non sa nulla di questa sua storia, si ritiene soltanto musulmano.

Ciò che unifica i musulmani presenti in Diocesi, pur con tradizioni diverse, è la linea “riformista” cui si ispirano, cioè il desiderio di ritornare a vivere meticolosamente l’Islam puro del Profeta, soprattutto con l’intento di salvare la loro identità. Esistono anche musulmani modernisti, che si definiscono anche “laici” che non sono inseriti negli attuali Centri islamici.
I musulmani presenti nelle nostre città sono in maggioranza sunniti, anche se abbiamo una piccola comunità sciita. È anche vivace la tradizione sufi.

Si notano spesso due atteggiamenti opposti dei musulmani che sono fra noi:
– c’è chi trovandosi in una situazione di minoranza, in ambiente nuovo e pluralista, forse per il timore di perdere la propria identità, riprende a vivere pratiche religiose che spesso nel proprio paese aveva tralasciato
– c’è invece chi abbandona la pratica delle proprie tradizioni religiose, pur considerandosi sempre musulmano.

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