Nel suo primo incontro con il Consiglio presbiterale diocesano, il cardinale Scola ha ribadito qual è il corretto posizionamento del baricentro dell’azione pastorale della Chiesa

Cardinale Scola_Varese

La V sessione del Consiglio presbiterale diocesano, giunto al suo X mandato – svoltasi ieri a Triuggio – ha costituito il primo incontro di questo organismo con il cardinale Angelo Scola. Un incontro ricco e promettente, pur nella sua relativa brevità.

Dopo la preghiera comune iniziale, il moderatore della sessione, don Angelo Cairati, ha dato la parola al Vicario generale, monsignor Carlo Redaelli, per il saluto di accoglienza. Riprendendo l’omelia tenuta dal Cardinale nella solennità di San Carlo Borromeo, il Vicario ha sottolineato come le tre implicazioni in merito al tema dell’unità – «conservare l’unità», «il discernimento come frutto di comunione», «creatività e critica» – sono già vissute in pienezza e potranno esserlo ancor più in futuro in questa realtà di partecipazione.

Successivamente don Ettore Colombo, segretario del Consiglio presbiterale, ha presentato sinteticamente la costituzione dell’attuale Consiglio, evidenziando i temi trattati nelle ultime sessioni e i ritmi e le modalità degli incontri di quello che lo Statuto definisce «il senato dell’Arcivescovo”, perché a esso spetta il compito di «coadiuvare l’Arcivescovo nel governo della Diocesi, a norma del diritto, affinché venga promosso nel modo più efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata».

Un terzo intervento introduttivo è stato quello di don Luigi Parisi, a nome del Collegio dei Consultori, composto da dodici presbiteri scelti dall’Arcivescovo tra i membri del Consiglio presbiterale per coadiuvarlo «nell’amministrazione dei beni della diocesi e delle persone giuridiche a lui soggette». Organismo che, come previsto dal Codice di Diritto canonico, è pure una presenza sostitutiva autorevole per la sede vacante della Diocesi. Don Marcello Barlassina, membro dell’Assemblea dei Decani e dello stesso Consiglio presbiterale, ha proposto alcune riflessioni sulla relazione tra i due organismi, interrogandosi sulla necessità di mantenere entrambe le istituzioni e sul loro necessario coordinamento. Infine don Silvano Casiraghi, rappresentante del Consiglio presbiterale diocesano nella Commissione presbiterale regionale lombarda, si è soffermato sui fattori che entrano in gioco nella comunione ecclesiale per poter affrontare correttamente il problema della partecipazione nella Chiesa.

Al termine delle quattro sintetiche esposizioni, il moderatore ha passato la parola ai singoli Consiglieri, per poter iniziare un vero e proprio dialogo con il Vescovo. Gli interventi sono stati numerosi e ben partecipati. Si è ricordato il cammino della Diocesi negli ultimi anni, con alcune scelte fatte e altre ancora da attuare, insieme alla necessità di verificare i passi compiuti. Un dialogo svoltosi all’insegna della franchezza e del desiderio di un reciproco ascolto.

L’Arcivescovo stesso, nella sua proposta di riflessione finale, non ha mancato di riprendere alcune sottolineature emerse. Sinceramente grato per l’accoglienza e l’apertura d’animo dimostrata dal clero ambrosiano – come aveva domandato nella sua lettera di presentazione da Venezia -, il cardinale Scola ha insistito sull’importanza della modalità con cui la Chiesa mette in atto se stessa, ponendo al primo posto il suo compito di rendere contemporaneo Cristo agli uomini di oggi, perché possano accoglierlo nella loro libertà. Per poter affrontare la domanda di senso che la vita propone – nella duplice accezione di ricerca di un “significato” e di indicazione di una “direzione” -, il Cardinale ha ribadito la necessità di spostare il baricentro dell’azione pastorale della Chiesa, passando dal semplice “fare” all’interrogazione sul “perché” e sul “per chi” si agisce.

La mezza giornata di incontro e di dialogo è terminata con la preghiera in comune tra il presbiterio e il proprio Vescovo e con una cena conviviale, nella quale è stato festeggiato il compleanno dell’Arcivescovo, che proprio ieri ha compiuto 70 anni. L’augurio carico di sincero affetto espresso da tutto il Consiglio Presbiterale è stato riconosciuto dallo stesso Arcivescovo, insieme a tanti altri segni, come un segno promettente per il prossimo cammino da fare insieme.

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