L’espressione scelta per legare tra loro le diverse iniziative in programma contiene in sé un riferimento al valore della libertà religiosa nello spazio pubblico

Costantino

“Liberi per credere” è il titolo sintetico scelto per legare tra loro le diverse iniziative che contrassegneranno l’Anno Costantiniano. Una variante rispetto alla più nota espressione “Liberi di credere”, il cui significato è finalizzato a leggere l’anniversario in riferimento al valore della libertà religiosa nello spazio pubblico, nel suo spettro più ampio possibile.

Un concetto che Benedetto XVI ha ben sottolineato nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2011. «Quando la libertà religiosa è riconosciuta, la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice, e si rafforzano l’ethos e le istituzioni dei popoli – affermava il Pontefice, richiamando la piena attualità dell’insegnamento della Dignitatis Humanae -. Viceversa, quando la libertà religiosa è negata, quando si tenta di impedire di professare la propria religione o la propria fede e di vivere conformemente a esse, si offende la dignità umana e, insieme, si minacciano la giustizia e la pace, le quali si fondano su quel retto ordine sociale costruito alla luce del Sommo Vero e Sommo Bene».

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