Il richiamo dell’Arcivescovo a istituzioni e società civile nella tappa milanese della manifestazione “10 Piazze per 10 Comandamenti”, promossa da RnS

di Loris CANTARELLI

10 piazze per 10 Comandamenti

«Qui è in gioco qualcosa che riguarda in profondità l’esperienza umana: nessun uomo in ogni tempo e luogo può fare a meno del riposo. Questo fatto ci dice che non siamo onnipotenti». Lo ha detto l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, alla festa in Piazza Duomo alla manifestazione svoltasi sabato sera in Piazza Duomo a Milano, nell’ambito di “10 Piazze per 10 Comandamenti”, organizzato dal movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in quasi duemila gruppi e comunità), in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e sotto l’egida della Cei.
Tre ore di festa e coinvolgimento popolare (aperto da decine di palloncini bianchi liberati nell’aria ancora con la luce del giorno di fronte al Duomo, uno spettacolo sempre emozionante), ma anche una testimonianza di fede e spettacolo, per ritrovare il senso del vivere comune attraverso la riproposizione del Decalogo quale “codice etico” di tutte le legislazioni civili e democratiche. La “rilettura” dei Comandamenti, inaugurata a Roma lo scorso 8 settembre 2012 alla vigilia del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione e dell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI e che già aveva fatto tappa a Napoli e Verona, nella tappa a Milano ha concentrato l’attenzione sul III, “Ricordati di santificare le feste”, vivacizzato dalla band DieciperDieci del RnS (ensemble con un totale di 120 elementi, un terzo dei quali presenti sul palco meneghino).
In diretta televisiva su TV 2000, in streaming sul portale Chiesadimilano.it e sul sito Internet di Famiglia Cristiana, la serata è stata condotta da Massimo Giletti, e ha visto anzitutto l’intervento registrato di mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio che ha collaborato all’evento («a tutti gli effetti una esperienza di nuova evangelizzazione»): «L’augurio di tutti noi», ha detto, «è che l’attenzione su un solo Comandamento possa in ogni caso permettere di cogliere l’unità, la relazione con tutti gli altri Comandamenti ma soprattutto di poter percepire il messaggio che ne scaturisce: solo l’amore dà senso alla vita».
Il sindaco Giuliano Pisapia ha poi ricordato come il ritrovo nel «luogo più splendido di Milano» su «un tema appassionante per la vita di tutti noi» come «la festa e quindi il lavoro e quindi il riposo» sia a proposito di quello che di fatto è un diritto sancito dalla Costituzione italiana, «che io ritengo la più bella del mondo», ricordando la delibera del Comune di Milano contro la liberalizzazione totale degli orari dei negozi, che il Tar ha bocciato «ma era un gesto che andava fatto».
Poi è Giuseppe Sala (amministratore delegato e commissario unico delegato del Governo di Expo 2015) a segnalare come Milano ospiterà in un palcoscenico di 6 mesi oltre 100 capi di stato e 700 ministri, per un indotto valutato soltanto per il turismo in 5 miliardi di euro.
È quindi seguito l’intervento del cardinale Angelo Scola, che ha richiamato il testo di Dt 5,12-15, ricordando alle istituzioni e alla società civile che «di fronte al delirio d’onnipotenza Dio ci ordina il riposo, che lui stesso ha praticato dopo aver creato» l’importanza di “liberare” la domenica per permettere alla famiglia di vivere insieme il giorno di festa: «un libero contributo dei cristiani alla vita buona della nostra società plurale».
Alla kermesse milanese ha preso parte anche la cantante Tosca, che con la sua band ha via via presentato brani su una festa yiddish, sul Natale rumeno, un Adeste fideles iracheno e una festa cinese, accompagnati da letture di poeti come Erri De Luca dalla splendida voce di Paola Quattrini. Anche Paolo Jannacci è stato della partita, suonando al piano le sue riletture di Over the rainbow («per augurare a tutti pace e serenità e vedere realizzati i propri sogni»), del Paradiso perduto di Milton e della celebre Vincenzina e la fabbrica (più nel finale una breve Vengo anch’io. No, tu no, coinvolto da Giletti in omaggio al padre Enzo coinvolgendo tutto il pubblico).
Dopo il giovane Salvatore, volontario di RnS in un carcere minorile («Gli errori alla luce della fede diventano trampolino di lancio verso una nuova vita»), anche Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ha portato la sua testimonianza («da milanese rimango ottimista»), prima di un altro momento-clou: un filmato di 8 minuti e mezzo appositamente registrato da papa Francesco a sostegno del progetto: «I 10 Comandamenti non sono limitazioni, ma indicazioni per la libertà!», ha adetto il Pontefice. «Essi ci insegnano ad evitare la schiavitù a cui ci riducono i tanti idoli che noi stessi ci costruiamo», aggiungendo: «La vera libertà non è seguire il nostro egoismo, le nostre cieche passioni, ma è quella di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione.I 10 Comandamenti non sono un inno al “no”, sono un “sì” a Dio e all’Amore».
Altri momenti divertenti hanno visto l’ironia di Pippo Franco (che ha chiuso il suo intervento con un’appassionata poesia sul riappropriarsi di se stessi), lo sguardo ottimista del sociologo Francesco Alberoni (che ha ricordato come ognuno di noi nella sua storia personale abbia “feste” ma che spesso non “santifica”) e sereno dell’ex atleta Sara Simeoni (che ha notato come anche nello sport il riposo sia fondamentale alla ripresa con più slancio nelle fatiche quotidiane) hanno preceduto l’intervento di Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl: «Negli ultimi 50 anni il mondo non è mai cresciuto così tanto, ma spesso l’Italia sembra avere gli occhi sulla nuca anziché sotto la fronte… Dobbiamo guardare avanti!».
Dopo l’intervento di Sergio Macorini (imprenditore e titolare di una gioielleria in città, che ha scelto di tenere chiuso alla domenica), il presidente nazionale del RnS, Salvatore Martinez, ha chiuso la serata invitando a riscoprire la domenica non come ultimo giorno della settimana ma come il primo della settimana entrante, mentre letture finali sull’argomento (tratte da sant’Ambrogio e san Carlo Borromeo) accompagnavano una spettacolare distesa di fiaccole accese dai fedeli in tutta Piazza Duomo.
Dopo Milano, l’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi già il prossimo 15 giugno toccando Bari, poi Genova, Cagliari, Firenze, Palermo e Bologna, fino a Piazza Castello di Torino il prossimo 5 ottobre.

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