Un tour tra cultura e cristianesimo vissuto dai ragazzi di Cesano Maderno dialogando con diversi testimoni della Chiesa austriaca guidata dal cardinale Schönborn. Una ricchezza di contenuti che ora non andrà dispersa…

di Luisa BOVE

don sergio massironi

Una proposta allettante per i 120 giovani dell’Unità pastorale di Cesano Maderno che hanno deciso di trascorre il Capodanno a Vienna guidati da don Sergio Massironi, responsabile di Pastorale giovanile. Il viaggio dal 29 dicembre al 1° gennaio aveva come slogan “Cristiani a prova di metropoli”, forse ispirato dalle parole che il cardinale Christoph Schönborn aveva rivolto in Duomo il 10 dicembre scorso a preti e laici della Diocesi ambrosiana. Dopo l’esperienza positiva negli anni scorsi in Svizzera e in Toscana, «quest’anno abbiamo scelto di Vienna per vivere alcuni giorni di dialogo e di incontro con la Chiesa austriaca», dice don Sergio.

«Il primo obiettivo era quello di dare la possibilità ai ragazzi di fare vita comune, vivere l’esperienza del viaggio e celebrare insieme la liturgia delle ore e le messe». La proposta di Capodanno si è sempre rivelata vincente, assicurando la presenza di grandi numeri con ragazzi dai 17 ai 25 anni. Lo scopo, oltre che visitare una città d’arte con le sue bellezze, era quello di mettersi in ascolto di diverse voci attraverso la testimonianza diretta di persone autorevoli.

«Abbiamo incontrato una parrocchia benedettina a Salisburgo, poi nella chiesa della zona nuova di Vienna, a ridosso della sede Onu, il Vescovo ausiliare Franz Scharl, che ha sottolineato la vivacità delle piccole comunità, in particolare quelle degli immigrati, che lui stesso segue», racconta don Sergio. La visita è proseguita facendo tappa al monastero di Melk per incontrare padre Jakob «che ci ha descritto l’esperienza del monastero e l’attività pastorale che gestisce per una trentina di parrocchie, oltre a un grande liceo di 900 studenti all’interno dell’Abbazia aperto ai giovani del territorio». Il monaco è convinto «che rispetto alla situazione complessiva della Chiesa in Austria si possa fare ancora molto per tenere vivo un cristianesimo popolare senza chiudersi in comunità troppo piccole e settarie». Non c’è dubbio: questi due incontri – con la Chiesa diocesana e con quella benedettina – hanno mostrato modalità differenti di fare evangelizzazione. Da una parte c’è chi dice: «Andiamo verso una Chiesa di minoranza dove anche piccole comunità possono essere significative» e chi invece ammette: «Questo è un territorio dove le persone rispondono ancora, le comunità locali rimangono vive se si lavora in un certo modo», come a dire: «Non bisogna sempre vivere in ritirata».

Non meno significativo l’incontro con Kurt Appel, che insegna teologia anche a Milano. «Ci ha raccontato la storia della Chiesa austriaca, compresi i conflitti interni», poi si è soffermato sul rapporto tra i giovani e il cristianesimo. Ha parlato di «analfabetismo», ma anche di «curiosità» rispetto ai temi religiosi. «I ragazzi erano molto colpiti – ammette don Sergio -, hanno infatti conosciuto situazioni nuove, descritte in modo forte e franco. Anche loro a scuola percepiscono di essere minoranza, ma poi quando frequentano le parrocchie, specie in Brianza, pensano ancora che tutto il mondo sia cristiano».

In programma anche momenti di svago e di turismo. «La visita a Salisburgo a gruppi è stata organizzata dai ragazzi – dice don Sergio -, come una gara di orientamento e di scoperta della città: è stata come una grande caccia al tesoro dei monumenti». Il 31 dicembre, dopo la messa del Te Deum con la comunità italiana di Vienna alla Minoritenkirche, i giovani hanno visitato il centro intorno alla Cattedrale, poi si sono trasferiti al Prater dove li attendeva una grande festa di piazza per salutare il nuovo anno.

Un’esperienza davvero ricca, confermata dal fatto che spesso le domande e il confronto tra i ragazzi continuava anche durante gli spostamenti in pullman. Ora tutto questo non deve andare disperso. «Rientrati a casa l’intenzione è di riflettere con gli educatori, a partire dall’esperienza di questo viaggio e delle sue sollecitazioni, sia sull’esortazione apostolica di papa Francesco “Evangelii gaudium”, sia sui testi del cardinale Schönborn a Milano. Ai 18enni invece chiederemo di pensare alla “regola di vita” mettendosi a confronto con un contesto che domanda loro la testimonianza». 

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