Difendere gli affetti, vera luce del mondo a immagine di Dio

di monsignor Pierantonio TREMOLADA
Vicario episcopale

copertina 'Il campo è il mondo'

Gli affetti, il lavoro e il riposo – dice il cardinale Scola – sono i tre elementi comuni nei quali si possono riassumere tutte le dimensioni dell’esistenza. La fede cristiana mostra la sua fecondità in riferimento a ciascuno di questi tre elementi. Proviamo allora a soffermarci un poco su questo argomento.

Cominciamo dagli affetti. Oggi, come sempre, gli affetti sono decisivi. Immaginare una vita di fede che nulla abbia a che vedere con gli affetti è semplicemente impossibile. L’amore per le persone più care, in una visione cristiana della vita, acquista tutto il suo valore. Anzitutto perché ne conferma l’importanza, in secondo luogo perché ne svela il segreto, la sorgente. Che cosa sia una madre per il proprio figlio e il figlio per la propria madre chi potrà mai dirlo? Così un vero fratello per la propria sorella: «Ecco quanto è buono e quanto è soave – recita il Salmo – che i fratelli vivano insieme!». E aggiunge: «È come olio profumato sul capo, è come rugiada rinfrescante che scende sui monti di Sion».

Il bene presente negli sguardi affettuosi di due sposi che hanno condiviso anni e anni di cammino, con quali frasi si potrà descrivere? Chi potrà misurare il carico di felicità che ha per un uomo l’esperienza di una vera amicizia? Come rendere in parole il sentimento di gioia che l’abbraccio di un nipotino provoca nel cuore del suo vecchio nonno? E come descrivere la sincera ammirazione che suscita la presenza sollecita di chi assiste un malato o un povero? I poeti – solo loro – sanno cantare questa bellezza. Guai se essa dovesse spegnersi: il mondo rimarrebbe senza luce.

Noi viviamo di questi affetti come del pane quotidiano; di più, come dell’aria che respiriamo. Abbiamo dunque anche la responsabilità di coltivarli e di difenderli. Non è forse vero che i gesti più belli dell’esperienza umana sono quelli che esprimono l’affetto? Non sono l’abbraccio, il bacio, la carezza, la stretta di mano? La fede esalta gli affetti e li nobilita in tutta la loro ricchezza. La fede, inoltre, ne svela il segreto. Essa infatti conduce alla loro segreta sorgente, alla fonte da cui zampillano. È Dio che ci ha creati così: capaci di amare e felici farlo; bisogni di dare e ricevere in ordine a quella dimensione relazione che ci costituisce come autentiche persone. Evangelizzare è far percepire l’energia divina che sta alla base degli affetti e che li custodisce nel tempo. Noi siamo “a immagine e somiglianza” di Colui che vive di una meravigliosa e misteriosa relazione d’amore, che abbiamo imparato a chiamare Trinità. 

Da Avvenire, 15/02/14

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi