Le sollecitazioni dei Pastori a un'assunzione di responsabilità. Il card. Tettamanzi: «Una convergenza dei cattolici, diretta su alcuni temi o indiretta: i cattolici, là dove sono presenti, lo siano davvero, esprimendo la passione dei loro valori nella vita vissuta. Se la famiglia è un bene non basta dirlo, bisogna intervenire sulle condizioni concrete, come la casa o il lavoro�». Mons. Bagnasco: «Nel diretto impegno politico, i laici sono chiamati a spendersi in prima persona attraverso l'esercizio delle loro competenze e contestualmente in ascolto del Magistero della Chiesa. Non è questo il tempo di disertare l'impegno, ma semmai di prepararlo e di orientarlo. A tal fine la parola dei Pastori non potrà essere assente». La scommessa del Pd e la difesa della Costituzione.


Redazione

Il card. Tettamanzi: «Una convergenza dei cattolici, diretta su alcuni temi o indiretta: i cattolici, là dove sono presenti, lo siano davvero, esprimendo la passione dei loro valori nella vita vissuta. Se la famiglia è un bene non basta dirlo, bisogna intervenire sulle condizioni concrete, come la casa o il lavoro…». Mons. Bagnasco: «Nel diretto impegno politico, i laici sono chiamati a spendersi in prima persona attraverso l’esercizio delle loro competenze e contestualmente in ascolto del Magistero della Chiesa. Non è questo il tempo di disertare l’impegno, ma semmai di prepararlo e di orientarlo. A tal fine la parola dei Pastori non potrà essere assente». La scommessa del Pd e la difesa della Costituzione.

di Pino Nardi

Occorre «una convergenza dei cattolici, diretta su alcuni temi o indiretta: i cattolici, là dove sono presenti, lo siano davvero, esprimendo la passione dei loro valori nella vita vissuta. Se la famiglia è un bene non basta dirlo, bisogna intervenire sulle condizioni concrete, come la casa o il lavoro…». Il cardinale Dionigi Tettamanzi è alla Settimana sociale di Pisa e Pistoi a. Un contesto evocativo di una lunga storia di presenza dei cattolici italiani nel sociale e nella politico.

Oggi, come un secolo fa, chi crede non può fuggire dalle grandi responsabilità di un impegno che si traduce in scelte. E’ questo il messaggio dell’ arcivescovo di Milano: non basta enunciare i valori, bisogna viverli, tradurli nella realtà, dare risposte alle «attese della povera gente», con le parole di Giorgio La Pira.

I Pastori invitano dunque a un nuovo impegno, rinnovato, maturo, di cittadini e di cattolici. Un riprendere, in un contesto molto cambiato, il filo di un progetto che il laicato cattolico ha saputo affrontare con propria responsabilità, arrivando ai vertici del Paese, per molti decenni e pagando anche un prezzo pesantissimo in vite umane: da Moro a Bachelet, a Ruffilli e a molti altri.

Ma non è tempo di nostalgie di un tempo che fu, né di involuzioni. Non è tempo di confessionalismi, né di clericalismi. Non si tratta di difendere “interessi” cattolici, ma di lavorare per il bene comune, ponendo al centro la persona, la sua dignità, i suoi diritti. E’ il tempo della responsabilità, personale, di un popolo che sa e vuole esprimere ancora una classe dirigente. A partire dai giovani. E’ tempo di una laicità, che se vissuta correttamente, risponde alle tentazioni di involuzioni altrettanto da rifiutare, di un laicismo anticlericale, un po’ demodé.

Lo sottolinea con parole chiare il presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco nel suo intervento alla Settimana, ricordando il valore della parola “discernimento”, così cara in questi anni alla Chiesa ambrosiana: «Il discernimento, come ascolto e proposta, elaborazione e comunicazione, come servizio comunitario e atteggiamento ecclesiale, è il metodo della nostra Settimana sociale. In questa scia si collocano anche numerose e significative esperienze, nazionali e locali, che voi oggi non solo rappresentate ma mettete a disposizione e in fecondo dialogo. Sono il segno di una comunità cristiana capace di educare al sociale, di alimentare un tessuto di iniziative e di opere di respiro ben più che secolare, da cui zampilla una cultura cattolica capace di progettualità, volta a spendersi senza riserve per il bene comune».

«Nel diretto impegno politico», sottolinea Bagnasco, «i laici sono chiamati a spendersi in prima persona attraverso l’esercizio delle loro competenze e contestualmente in ascolto del Magistero della Chiesa. Non è questo il tempo di disertare l’impegno, ma semmai di prepararlo e di orientarlo. A tal fine la parola dei Pastori non potrà essere assente. Sarà una parola chiara, ferma e rispettosa, protesa anzitutto a ribadire i principi non negoziabili. Chi sta vicino alla gente – al contrario di quanti si muovono da posizioni preconcette – percepisce che esiste ed è forte l’attesa di una loro parola, dato che il delicato momento vissuto dal Paese rende ancora più forte l’esigenza di punti di riferimento autorevoli».

Questa riflessione si sviluppa proprio nei giorni in cui oltre 3 milioni e mezzo di votanti sono andati a votare per la nascita del Partito democratico. In fila molti cattolici, come tra i candidati all’assemblea costituente. Il Pd potrà essere un’opportunità importante per la cultura cattolica democratica, se saprà esprimere tutto il suo carico di storia, ideali, progettualità, alla pari di altre ispirazioni, socialista o liberaldemocratica, in un partito che sarà plurale o sarà vecchio.

I fatti diranno se questa scommessa sarà vinta: se i cattolici non saranno “ospiti”, lo si vedrà nello statuto, nel programma, nella classe dirigente che verrà scelta.

Un contributo alto e significativo necessita anche la difesa dei principi della Costituzione, così impregnati di personalismo comunitario di ispirazione cristiana, che periodicamente registra attacchi demolitori di ambienti nei fatti reazionari. Difendere i principi scritti nella Carta non è corservazione, ma è ribadire i fondamenti di una convivenza civile e democratica ancora attualissimi. Uno dei fiori all’occhiello della secolare presenza dei cattolici al servizio del Paese.

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