Redazione

In quei giorni ho trovato la conferma che l’impegno politico e per il sociale non è accessorio per la vita del credente, ma sorge contemporaneamente alla decisione della fede. Certo ho potuto vedere come, pur essendo mossi dal medesimo interesse per l’uomo, perché ad ognuno sia data la possibilità di una vita degna e piena, siamo portati a dare letture e soluzioni diverse alla stessa realtà.

di Francesca Peruzzotti

L’occasione che mi è stata offerta dalla Pastorale giovanile della diocesi di Milano di partecipare alle Settimane sociali mi ha donato la possibilità di crescere e conoscere una realtà vasta e articolata.

Ancora una volta, come già successo durante le Giornate mondiali della gioventù, ho potuto sperimentare e vivere l’incontro con una Chiesa ricca e plurale; ma la novità, questa volta, è stata nella condivisione di una forma particolare dell’amore che si concretizza nell’impegno sociale e politico.

Nonostante una prima impressione potesse portarmi allo scoraggiamento e alla difficoltà per le modalità formali e rigorose con le quali si sono svolte le giornate, ben lontane dalla spontaneità e dall’entusiasmo giovanile, posso dire di essermi arricchita perché è stata una delle poche volte nelle quali la realtà da me rappresentata si è confrontata con il mondo adulto, a partire dalla delegazione diocesana della quale ho fatto parte.

In quei giorni ho trovato la conferma che l’impegno politico e per il sociale non è accessorio per la vita del credente, ma sorge contemporaneamente alla decisione della fede. Certo ho potuto vedere come, pur essendo mossi dal medesimo interesse per l’uomo, perché ad ognuno sia data la possibilità di una vita degna e piena, siamo portati a dare letture e soluzioni diverse alla stessa realtà.

Questa condizione non ha generato però smarrimento, ma è stata una delle caratteristiche delle Settimane sociali che mi ha più rincuorato. Solo dalla sottolineatura sincera e franca delle proprie posizioni si può infatti arrivare alla ricerca della concretizzazione del bene comune segnato dalla verità.

Alle Settimane sociali ho inoltre potuto capire l’importanza di essere inseriti in una storia, questo tema è stato sottolineato soprattutto perché quest’anno ricorreva il centenario da quando si tenne la prima Settimana sociale, nata grazie agli sforzi di Giuseppe Toniolo.

Non si è trattato quindi di un evento fine a sé stesso, ma di un momento che ci ha permesso di rivivere e ricordare le tappe che hanno segnato la vita dell’Italia. Momenti durante i quali l’impegno dei cattolici ha contribuito fattivamente allo sviluppo del bene comune, basti pensare allo sforzo costituzionale del dopoguerra.

Ricordare questi momenti dava la possibilità di leggere la realtà odierna con maggiore speranza, certi del fatto che, pur trovandoci a vivere in un momento che in molti ambienti può essere visto come periodo di crisi, possiamo ancora impegnarci per contribuire rendere più giusta la nostra realtà.

Dopo aver vissuto quei quattro giorni si è rinnovato il desiderio di rendere più concreta la formazione e l’impegno locale in questo ambito. Per questo motivo penso che la fortuna di aver partecipato alle Settimane sociali sarà tanto più veritiera quanto più riuscirò a condividere quanto ho ascoltato e vissuto con le persone con le quali vivo quotidianamente.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi