Redazione

Pochi vestiti, solo il necessario in una valigia, ma insieme tanti ricordi e grandi sentimenti che aiutano ad affrontare una realtà nuova e diversa. Sono sempre più numerosi i latino-americani costretti a incamminarsi in un’avventura che cambierà la loro vita. Una scelta, per molti inevitabile, per fuggire da una situazione economica insostenibile.

di Geoconda Ortiz

Nell’America Latina la gente è prevalentemente cattolica, con gruppi maya e aztechi nella regione centrale e incaici in quella meridionale; tutti uniti dalla stessa religiosità, dal valore e dal coraggio tratti dall’esperienza di sofferenza per la schiavitù e l’abuso di potere subiti fin dagli inizi.

Tutto questo ci è servito per spronarci a superare sempre con allegrezza e ottimismo le nostre vicissitudini, con la speranza che il futuro sarà migliore del presente.

Siamo popoli con molte tradizioni di cui siamo orgogliosi e che cerchiamo di portare in ogni luogo; siamo accoglienti e cerchiamo di dare il nostro meglio a quanti vengono a conoscerci. Però siamo anche un poco “disorganizzati”, poco abituati a darci delle leggi e disobbedire a quelle che ci vengono imposte.

La ricerca di un’aspirazione, inseguendo un’illusione, talora il sogno di poter cambiare la nostra vita, e di fuggire da una situazione economica insostenibile: uno di questi, o tutti insieme, ecco i motivi sufficienti per programmare un viaggio, per incamminarci in un’avventura che dopo poco cambierà tutta la nostra vita. Pochi vestiti, solo il necessario, in una valigia, ma insieme tanti ricordi e i grandi sentimenti che possono sostenerci nei momenti di sconforto e di paura davanti al mondo sconosciuto e alla dura realtà che ci avevano nascosto quanti erano partiti prima di noi, mascherando con promesse di benessere ben altre situazioni.

Forse nel disegno di Dio sta scritto che un popolo giovane debba migrare verso un continente che, nonostante il suo sviluppo e prosperità, sta rapidamente invecchiando e così Dio vuol dare un soffio di vita nuova a questa vita che sta morendo.

Diversi risvolti ha la nostra situazione attuale. Alcuni sono riusciti a resistere alla pressione e alle tentazioni del benessere economico salvaguardando i valori che i nostri padri ci hanno trasmesso; altri sono stati travolti dalla frenesia delle ambizioni per ottenere cose materiali di cui vantarsi davanti agli altri; alcuni poi, forse molti, hanno riservato egoismo, indifferenza e indolenza al fratello che deve pagare con lo stesso dolore quella stessa crudeltà che noi abbiamo dovuto affrontare all’inizio della nostra avventura.

Però la realtà più dolorosa di tutte è la lontananza dalla famiglia; madri che soffrono e piangono la disaffezione dei figli che hanno dovuto lasciare, mogli che soffrono la solitudine e l’abbandono di mariti e compagni che non hanno saputo sperare.

Del pari si sono formate molte nuove famiglie che hanno potuto raggiungere la serenità economica e inserirsi in una cultura differente, certo, ma anche piena di valori, con un reciproco arricchimento.

Quello che davvero importa di tutto questo è la certezza che ciascuno di noi fa parte di quell’immensità che è il riflesso del Padre creatore.

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