Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano e la Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo hanno salutato il nuovo anno con il cardinale Scola nel comune impegno per la pace

di Rosangela VEGETTI

Messa per la Pace

Una consuetudine attesa ogni inizio d’anno quella dell’incontro con l’arcivescovo di Milano dei rappresentanti delle chiese cristiane in Duomo per scambiarsi gli auguri per il nuovo anno e per riaffermare l’impegno comune a costruire insieme la pace e combattere ogni violenza. Ministri e fedeli delle 17 chiese cristiane aderenti al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano si ritrovano nella cattedrale, che per il tempo di una celebrazione eucaristica diventa la casa di preghiera di tutti, e testimoniano il desiderio di unità e la volontà di operare nel nome di Gesù.

«E’ Dio che dona al mondo la Sua grazia. E’ il Bambino di Betlemme, Cristo, la luce delle genti», ha detto il card. Scola nel suo indirizzo di saluto, «Quella luce – per dirlo con le parole del “Messaggio natalizio delle Chiese cristiane di Milano” – che brilla in mezzo al buio delle nostre paure e delle solitudini, della disgregazione e della crisi sociale del nostro tempi».

Davanti agli occhi di tutti stanno le atrocità che nel mondo si compiono verso vittime inermi, spesso fedeli cristiani, con guerre e persecuzioni, di qui il grande valore di farsi costruttori di pace, come invita ad essere anche il ‘Messaggio di pace’ di Benedetto XVI, e a tal fine occorre «promuovere i valori personali, sociali e di rapporto con il creato – ha detto l’Arcivescovo -, ancora oggi condizione imprescindibile per realizzare quelli che il Beato Giovanni XXIII chiamava i quattro pilastri della pace: verità, libertà, giustizia, amore. Essi stanno tutti insieme o tutti insieme cadono. Senza di essi non si potrà mai edificare la pace».

Dio si è fatto bambino, è entrato nella storia umana per camminare accanto a noi, per guarirci dalla nostre malattie di dimenticanza, di lontananza e di dolore. Anche a Milano bisogna pensare tutti insieme a una nuova evangelizzazione per riproporre la tenerezza di Dio verso ciascuna persona, del Dio che si fa bambino, e la sua nascita non è puro sentimento, ma reale vicinanza nel nostro travagliato cammino. Dio si gioca con l’intera storia umana e libera l’uomo dal giogo della morte e del peccato accettando su di sé l’umiliazione di farsi piccolo uomo e di subire la croce. La preghiera per la pace e la voce di condanna di ogni violenza devono unire popoli, famiglie e persone di ogni parte del mondo. «La pace non è sogno, né utopia – afferma l’Arcivescovo – ma è possibile perché Dio ci ha permesso di avere un ‘cuore nuovo’ e uno ‘spirito nuovo’», a tutti l’impegno di promuovere valori personali e sociali che la sostengano.

In comunione di intenti, la Chiese cristiane di Milano, si prefiggono di operare nel nome e per il nome di Gesù, come ha sottolineato nel suo indirizzo di saluto l’archimandrita greco-ortodosso p. Teofilatto, presidente in carica del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano. In questo anno 2013, che segna i 15 anni di esistenza del Consiglio e la ricorrenza dell’Anno Costantiniano, le chiese cristiane intendono continuare nel pur difficile cammino di operare in dialogo, in condivisione e seguendo le indicazioni dello Spirito. Il nostro tempo ha particolarmente bisogno di una forte testimonianza di unità e di proposta di verità da parte delle chiese per avere guide sicure sul cammino di verità. “Aiutamioci con franchezza” è l’invito dell’Arcivescovo a tutte le chiese, per meglio rispondere alla domanda di senso che l’uomo post-moderno porta in sé e che richiede proposte chiare e limpide.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi