Il messaggio inviato dal cardinale Scola, presidente dell’Istituto Toniolo, per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica

Cattolica

«La rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino e l’attesa orante del nuovo Papa domandano a tutti noi uno scatto di verità e responsabilità». Inizia così il messaggio inviato dal cardinale Angelo Scola, presidente dell’Istituto Toniolo, per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica, svoltasi stamane presso l’ateneo di largo Gemelli. L’arcivescovo di Milano e il cardinale Jean-Louis Tauran, autore della prolusione, non erano presenti a Milano perché impegnati con le Congregazioni dei cardinali.

«Esistono forme di razionalità differenti dalla razionalità scientifica», ha ricordato il cardinale Scola, che ha ribadito l’importanza educativa del «rapporto maestro-discepolo». «Ecco perché – ha proseguito – Benedetto XVI non ha cessato di invocare il rispetto dell’ampiezza della ragione».

Nella sua prolusione (di cui è stata data lettura) il cardinale Tauran, già presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha ricordato l’esigenza di «passare dalla tolleranza all’amicizia»: «Credo che un’università come questa possa svolgere un ruolo significativo in questo processo. Prima di tutto, sensibilizzando i cattolici italiani alla ricchezza della loro secolare tradizione di rispetto e ospitalità, poi incoraggiandoli a essere presenti ovunque si costruisca questo legame sociale plurale, fuori del quale l’Europa non può progredire senza esporsi a gravi contrasti».

«In un Occidente segnato da un’allarmante aridità biologica, dallo smarrimento culturale alimentato dal relativismo imperante e, per alcuni versi, anche da un certo offuscamento spirituale, non possiamo cedere alla rassegnazione e tantomeno lasciare che ingannevoli modelli edonistici continuino ad ammaliare tante persone e, soprattutto, tanti giovani”. Lo ha detto il nuovo assistente ecclesiastico generale della Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori, celebrando la messa nella Basilica di Sant’Ambrogio che ha preceduto l’inaugurazione dell’anno accademico. Anche monsignor Giuliodori ha espresso «gratitudine» a Benedetto XVI ricordando il contributo che ha dato «per riannodare i fili del dialogo tra fede e ragione». «Un compito arduo e affascinante – ha proseguito monsignor Giuliodori – che qualifica del resto la nostra Università», definita come «l’espressione più significativa dell’impegno culturale dei cattolici italiani».

Dal canto suo il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli, nel discorso inaugurale, ha espresso preoccupazione per la disaffezione dagli studi universitari. «Un’indagine pubblicata dal Cun ha rivelato che nella decade 2001-2011 il sistema universitario italiano ha perduto nel complesso 58 mila studenti, con una contrazione del 17%. In quel periodo – ha spiegato Anelli -, l’Università Cattolica non ha perduto terreno, ma anzi ha visto moderatamente crescere le immatricolazioni. Nell’anno accademico appena iniziato anche il nostro Ateneo ha invece registrato una pur contenuta flessione delle immatricolazioni (-2,6%)».

«La rinuncia allo studio universitario non è solo rinuncia ad acquisire strumenti professionali avanzati; è abdicazione dal completamento di un percorso di studi che tende a una compiuta maturazione culturale e personale». I dati dell’anno 2011/12 parlano di 13 mila immatricolazioni e un numero complessivo di studenti pari a 40.970. È in questo clima che le Università «sono chiamate a interrogarsi su come articolare un’offerta rinnovata, che sia percepita come effettivamente utile per lo sviluppo della persona». Un obiettivo da perseguire mantenendo fede alla missione originaria, quella di un Ateneo «radicato nel mondo al servizio concreto della persona e della comunità, ma con lo sguardo rivolto verso l’alto».

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