In mattinata il cardinale Scola presiederà la messa nella chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo. Poi si recherà a Concenedo, dove visiterà il monastero delle Carmelitane e l’ex casa di vacanza Paolo VI

di Marcello VILLANI

Don Mauro Malighetti

Il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, è atteso con trepidazione in Valsassina. È la prima volta che Scola arriva in valle nelle vesti di successore di San Carlo, anche se in Valsassina era già venuto per suggellare il legame storico tra Venezia e Premana (nel 2010) e una volta, sempre da patriarca di Venezia, si era recato a Cortenova (per il matrimonio del pronipote) il 16 maggio 2009. Ecco perché don Mauro Malighetti, decano di Primaluna dal 2005 (scadrà nel 2015), è particolarmente felice di poter accogliere il suo “nuovo”, seppur conosciutissimo, Arcivescovo.

Il Decanato della Valsassina, di Primaluna, è particolare: ci sono 14 sacerdoti per 15 mila abitanti circa, ma i fedeli si moltiplicano d’estate, con l’arrivo dei turisti. Tredici i Comuni e 15 le parrocchie, tutte in montagna. Esistono due Comunità pastorali: “Madonna della Neve” (Primaluna, Introbio, Cortenova, Taceno e Parlasco) e “Maria Regina dei Monti” (Barzio, Cremeno, Moggio, Maggio e Pasturo). Ci sono anche due unità pastorali: quella di Pagnona e Premana e quella di Casargo, Margno, Indovero-Narro. Il problema è costituito dalla frammentazione sul territorio delle varie realtà pastorali.

«Il problema non è tanto il numero, ma la capillarità delle parrocchie da raggiungere – spiega don Malighetti -. Gli spostamenti sono chilometricamente molto pesanti. Non c’è un unico centro in cui poter fare la pastorale, ma le Comunità pastorali sono un vantaggio da questo punto di vista. Lavorare insieme, responsabilizzare i laici, anche se c’è ancora un po’ di campanilismo, sta funzionando. Chi è fermo al Medioevo capisce che si deve andare avanti». Le cose sono cambiate da qualche anno a questa parte. «Quella delle Comunità pastorali fu una bella intuizione del cardinale Tettamanzi, che venne nel 2008 per la visita pastorale ufficiale e nel 2010 per un’altra visita in alcune parrocchie. Dal punto di vista pastorale, il Decanato di Primaluna con il lavorare insieme e la corresponsabilità dei laici, sta dando buoni frutti. Occorrerà pazienza perché lavorare insieme costa fatica».

Con l’avvento del nuovo vicario di Pastorale giovanile don Marco Zanotti, arrivato a settembre 2012, si sta rilanciando anche il lavoro intrapreso da don Marco Galli, ora parroco a Pozzo d’Adda: «I giovani e le Comunità pastorali sono due segnali di speranza e di crescita. Le criticità, invece, sono tutte legate alla crisi economica. Comincia a lasciare qualche segno anche qui. Nel Decanato ci sono una ventina di famiglie che faticano a tirare avanti e sono aiutate dalla Caritas. Mai successo prima…». La Valsassina, infatti, è costituita da gente molto dignitosa, per la quale arrivare allo scoperto vuol dire essere davvero in difficoltà. «Le reti parentali qui sono ancora molto forti – spiega il decano -. In questo senso non ci sono i problemi della città, relativi, per esempio, agli anziani. Qui gli anziani sono accuditi in casa, c’è ancora l’attaccamento alla famiglia tradizionale». Ma ciononostante la crisi “morde”: «Qualche ditta è in difficoltà. Assemblee di operai e di sindacati non si erano mai viste prima, in valle. Anche quando la crisi era già in atto si tirava avanti. Le forbici a Premana, famose in tutto il mondo, hanno subito la concorrenza della Cina, ma resistono». Qualche segnale di speranza viene dal passato: «È decollata la produzione di acqua e di birra di Tartavalle, nel Comune di Taceno. Vedremo se riapriranno le terme, famose fino all’inizio del ’900 e chiuse dagli anni Ottanta».

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