Nel pomeriggio il cardinale Scola si recherà nelle realtà giovanili di Carnago e Cornaredo. Ecco come i ragazzi si stanno preparando a questo importante evento

di Cristina CONTI

oratori estivi Carnago

Mercoledì 26 giugno il cardinale Angelo Scola farà visita all’oratorio di Carnago (Varese). Un incontro che avrà gli under 18 come protagonisti: una presenza che è molto forte e dinamica.

«Stiamo preparando i ragazzi a questo importante evento dicendo loro che il Cardinale vuole visitare il suo “gregge” più frizzante ed energico, i suoi giovani – spiega il vicario parrocchiale, don Angelo Valera -. Questo momento è al contempo una fortuna e una responsabilità, perché per diventare davvero Chiesa dobbiamo abbracciare ciò che l’Arcivescovo ci chiede».

Un incontro che capita in un periodo molto particolare per la comunità di Carnago. Nel territorio, infatti, sta per nascere un’unità pastorale: più parrocchie devono camminare insieme e la pastorale giovanile deve abituarsi a lavorare in rete. «Cercheremo di sfruttare l’appuntamento con il Cardinale per sensibilizzare i ragazzi su questo tema – commenta don Valera -. Oggi qui c’è ancora troppo campanilismo. Troppe persone pensano che non sia bello mettersi in rete, che sia meglio rimanere ciascuno per conto proprio, che qualcuno sia migliore di qualcun altro. Non si riesce ancora a capire, insomma, la straordinaria ricchezza di questa opportunità». E proprio per abbattere questi particolarismi si stanno impegnando i due sacerdoti che si occupano della pastorale giovanile: solo il confronto con realtà diverse, nel Decanato e nell’unità pastorale, può aiutare a valorizzare le singole comunità e ad ampliare i loro confini.

Scuola, oratorio, amici, sport, lingue straniere, musica, catechismo, ma anche internet e televisione. Sono tanti gli stimoli che hanno i ragazzi nella società contemporanea. «Oggi c’è una pluralità di riferimenti, per lo più giusti e sani: una risorsa eccezionale per chi deve educare – conclude don Angelo -. Quello che manca però è la priorità educativa. È importante dare un ordine. I luoghi essenziali di educazione alla fede non possono essere messi sullo stesso piano o in contrasto con altre attività. È questa la sfida che tutti, sacerdoti, genitori ed educatori, dobbiamo cogliere».

Prima della visita dell’Arcivescovo ci sarà un momento dedicato a tutti gli animatori (“Decagiò”).

Cornaredo: «Si impara a stare insieme»

Mercoledì 26 giugno il cardinale Scola si recherà anche a Cornaredo (Mi). Qui i ragazzi lo incontreranno dopo l’appuntamento in piscina, insieme agli amici di San Pietro all’Olmo. Queste due realtà sono da poco una Comunità pastorale. Oltre alle attività dell’oratorio la collaborazione si estende anche a un progetto sulle scuole medie e all’organizzazione di un torneo, un modo per offrire una proposta ampia e una formazione completa.

«Per prepararci alla visita dell’Arcivescovo stiamo cercando di far capire ai ragazzi il valore e il dono di questo momento – spiega don Davide Pepe, responsabile a Cornaredo -. Sicuramente sarà un’occasione per comprendere come l’oratorio sia una parte della Chiesa. La preghiera insieme, lo stile di vita evangelico e il momento del divertimento e del gioco insieme non sono due cose diverse, ma due esperienze complementari».

Un’occasione per riscoprire l’oratorio come luogo in cui la Chiesa si prende cura dei più piccoli, dove si impara a stare insieme come ha insegnato Gesù. Un compito davvero importante in una società in cui a dominare è troppo spesso l’individualismo. «Oggi ognuno vede Dio a suo modo – aggiunge Don Pepe -. A prevalere nelle azioni di ogni giorno è per lo più la propria intenzione. Si viene in oratorio per divertirsi, per incontrare i propri amici dimenticandosi che è la comunità di chi crede in Cristo», Bambini abituati a giocare al computer o ai videogiochi tra le mura domestiche. Adolescenti molto generosi e disponibili, ma anche, come accade sempre a questa età, discontinui nell’impegno e poco disposti al sacrificio. «L’oratorio feriale è un’occasione giocare all’aperto e relazionarsi con i propri coetanei. Ma è anche un’opportunità per accompagnare i ragazzi nell’esperienza del servizio, della generosità, del mettersi in secondo piano per far posto all’altro. Per questo è importante prestare loro ascolto, aiutarli a sperimentare la bellezza dell’apertura all’altro, in un’epoca in cui lo stile di vita proposto da Gesù non è più condiviso», conclude.

Le attività dell’oratorio estivo, si concluderanno il 12 luglio. Successivamente sono programmati un’esperienza in montagna per i pre-adolescenti, al mare per gli adolescenti e un campo di formazione-lavoro in Calabria con i giovani fino all’11 agosto.

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