Celebrazione eucaristica nel Duomo nella solennità del patrono Sant'Anselmo, preceduta dal Discorso alla Città del Vescovo, monsignor Marco Busca

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Il Duomo di Mantova

«Vi esorto all’inquietudine che è suscitata nel cuore dei credenti dall’ardore appassionato per l’edificazione della comunità», sull’esempio di San Paolo, di Sant’Anselmo da Lucca e del profeta Geremia. «La voce di Gesù semina nel cuore l’inquietudine di chi accoglie l’invito a percorrere strade inedite e rischiose perché il Vangelo non sia zittito, perché la missione non sia bloccata dalla paura del mondo, perché i cristiani non siano ridotti a un popolo smarrito, risentito per una storia fallimentare». È uno dei passaggi centrali dell’omelia (in allegato) che l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha pronunciato ieri durante la Messa presieduta nel Duomo di Mantova, concelebrata dal Vescovo, monsignor Marco Busca, e dai sacerdoti della città.

Si è trattato della prima visita di monsignor Mario Delpini, in qualità di metropolita della Lombardia, nella diocesi mantovana, in una circostanza molto significativa: la festa di sant’Anselmo da Lucca, patrono della città e della diocesi, occasione in cui il vescovo Busca ha rivolto alle autorità e ai fedeli il suo Discorso alla Città. L’intervento del Vescovo, pronunciato prima della Messa nell’aula magna del Seminario, si è articolato attorno al tema “Per una cultura dell’urbanità”, prendendo spunto da quanto detto da papa Francesco nella sua esortazione Evangelii Gaudium.

«L’inquietudine cristiana – ha detto ancora l’Arcivescovo nell’omelia – è l’esercizio di una vigilanza critica che non si lascia confondere dalle parole d’ordine del nostro tempo, dalle persuasioni scontanti e infondate. La mentalità del nostro tempo insinua la paura verso gli altri e verso il futuro, coloro che ascoltano la voce di Gesù guardano agli altri come a fratelli e sorelle, e al futuro come il tempo adatto per la missione. La mentalità del nostro tempo tende a screditare la Chiesa, parla della Chiesa solo per dare notizie di scandali e di corruzioni, coloro che ascoltano la voce di Gesù amano la Chiesa, la desiderano santa, si dedicano a farne risplendere la bellezza, la carità, la sua storia di santità, la sua vocazione a custodire la speranza del mondo». E ha ulteriormente sollecitato: «Uscite, uscite dall’inerzia, uscite dalla ripetizione rassicurante delle abitudini che si chiamano tradizioni e sono soltanto sistemazioni! Uscite dallo scoraggiamento paralizzante che si lascia cadere le braccia e ritiene che la saggezza sia la rassegnazione e che essere rinunciatari sia un modo di essere realisti».

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