Migliaia di partecipanti in Duomo alla celebrazione presieduta dall’Arcivescovo per la festa del Señor de Los Milagros e seguita poi da un’imponente processione

di Simone RIVA

Senor de los Milagros

Le nuvole che coprono il cielo di Milano non hanno per nulla intimorito le centinaia e centinaia di fedeli peruviani e latino-americani provenienti da tutta la diocesi. I sorrisi riempiono piazza del Duomo mentre pazientemente si attende che la grande e tanto attesa festa del Señor de Los Milagros, in concomitanza con la Giornata Missionaria Mondiale, abbia ufficialmente inizio con la celebrazione della S. Messa presieduta dal cardinale Angelo Scola. Tante lingue si mescolano tra loro ma oggi, domenica 27 ottobre, è lo spagnolo che si innalza sopra tutte le altre. I fedeli introducono la celebrazione con un canto nella loro lingua madre mentre l’Arcivescovo passa in mezzo a loro, salutando e benedicendo, accolto e circondato a sua volta da sguardi calorosi e colmi di gioia.
I fedeli sono accolti fin da subito dalle parole del vescovo, che durante l’omelia si rivolge a loro calorosamente: «Carissime sorelle e carissimi fratelli legati in modo particolare alla vostra belle terra peruana e ai paesi dell’America Latina, con grande gioia l’ Arcivescovo vi accoglie oggi in Duomo per celebrare con voi questa santa eucarestia che precede la bella e tradizionale processione del Señor de Los Milagros, che tanto peso ha avuto e ha tuttora a Lima, nella storia del vostro Paese e di tutta la latinità sud americana. Vi siamo tutti grati per questo bel gesto di testimonianza che ci offrite in questa giornata speciale».
Partendo dal brano di Vangelo appena letto (Mt 28, 16-20), il cardinale ha poi continuato la propria omelia toccando diversi punti, anche caratterizzati da un impegno civile, invitando la comunità peruviana e latino americana a divenire non solo forza portante della città di Milano ma esempio di cittadino europeo. «Non vivete a Milano chiusi nelle vostre comunità: apritevi alla Città. Aiutate i vostri figli ad entrare nella vita ordinaria delle parrocchie, delle scuole, del quartiere, contribuendo con la fede e la cultura alla costruzione della Milano di domani e dei cittadini europei del futuro. Avete il compito di portare nella nostra Milano la vostra cultura, la vostra fede e il vostro senso civico. Siete parte integrante e fondamentale del futuro di Milano. Come Vescovo spero che riserviate attenzione particolare all’educazione dei vostri figli».
«La frase di Gesù “io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo” è ben rappresentata dalla bellissima icona dell’affresco del Señor de Los Milagros; essa ci racconta la vostra fede e si fonda su questa promessa evangelica. Qui è dipinto il mistero centrale della nostra fede: la Santissima Trinità, che resta con noi sempre, nelle nostre difficoltà, nelle nostre fatiche e nei nostri peccati se abbiamo l’umiltà di riconoscerli. Rinnovare ogni anno questa grande festa significa riscoprire la profondità di ciò che essa significa, vuol dire chiedere al Signore che la nostra fede cresca, nella quotidianità, sempre di più».
L’Arcivescovo ha poi continuando ponendo l’accento su una seconda considerazione, chiedendo alla comunità raccolta di farsi testimone luminosa di solidarietà cristiana: «C’è un secondo impegno che vi chiedo di accettare, in nome di quella fratellanza che vi contraddistingue: è il miracolo della solidarietà. La comunione si deve esprimere nella ricerca appassionata dell’unità e della verità, anche sapendo partecipare un poco a quell’atteggiamento di perdono che Gesù ci ha mostrato. Un atteggiamento decisivo per fare emergere il bene dell’unità che è il più grande bene di tutti. Bisogna fare ricorso alla riconciliazione e accettare le prove che ci vengono poste sul cammino per affermare il bene della solidarietà, della comunione e dell’unità. Ma c’è un altro elemento che dobbiamo sottolineare, partendo da ciò che Gesù ci ha detto nel Vangelo di oggi: il cristiano non può tenere per sé il grande incontro con Dio. Dobbiamo portare questo messaggio a tutti gli uomini, come ha recentemente detto Papa Francesco. Evangelizzare è la missione della Chiesa, e a questa missione siamo chiamati tutti a partecipare. Il missionario è colui che parte! Voi siete partiti dalle vostre terre e adesso vi invito a vivere qui con questo animo, comunicando la bellezza della vostra fede a tutti coloro che incontrate, cominciando dal nostro prossimo». Il cardinale ha infine concluso la propria orazione rivolgendosi ai fedeli proprio in spagnolo e augurando a tutti una felice continuazione della festa nel nome di quella fratellanza e solidarietà di cui siamo chiamati a essere testimoni.

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