«Impariamo ad affrontare la tribolazione come occasione d’amore», dice monsignor Delpini, esprimendo il suo desiderio di vicinanza a tutti e incoraggiando a darsi conforto l'un altro «con un saluto, una telefonata, un suono di campane»

delpini

«Vorrei incontrarvi nelle vostre case, stringervi la mano, bere con voi un caffè»: inizia così il nuovo videomessaggio dell’Arcivescovo in questi giorni segnati dall’emergenza Coronavirus. «Mi sta a cuore sentirmi vicino a tutti», dice monsignor Delpini, anche di chi non fa parte della comunità cristiana, «ma sente comunque un senso di appartenenza».

Il primo pensiero è rivolto ai malati e alle loro famiglie, unitamente alla «gratitudine» al personale sanitario per «il lavoro straordinario» che sta svolgendo.

La seconda parola è per i cristiani, in un momento di «Messe senza fedeli» («ma in realtà voi siete comunque presenti davanti al Signore») e di «fedeli senza Messa»: «So del vostro desiderio di partecipare all’Eucarestia… Potete comunque farlo grazie alla tv e agli altri strumenti di comunicazione. E questo digiuno eucaristico può farci sentire in comunione con i fedeli che in molte parti del mondo non hanno la possibilità di andare a Messa».

Poi un invito: approfittare del «tempo libero» imposto da questa emergenza come «opportunità per pregare, per meditare la Scrittura, per rendersi disponibili e utili agli altri. Un tempo, insomma, a cui dare qualità spirituale, relazionale e caritatevole».

Infine, l’auspicio che la domenica imminente sia comunque segnata da gesti di gioia: «Un suono di campane, un saluto a un amico, una telefonata… Impariamo ad affrontare la tribolazione come occasione d’amore».

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