Incontro sulla Lettera pastorale con i preti della Zona IV. Il Vicario episcopale monsignor Citterio: «Nel nostro territorio, attraverso la presenza della Fiera e del sito dell’Expo, uno sguardo positivo spazia sul mondo intero»

di Francesca LOZITO

Quarto incontro nelle Zone pastorali tra l’Arcivescovo e i sacerdoti. Il nuovo confronto su «Il campo è il mondo» si terrà martedì 22 ottobre, alle 10, presso i padri Oblati missionari di Rho (Zona IV). Nel dialogo col Cardinale i primi tre interventi (un vicario parrocchiale, un parroco, un prete di pastorale giovanile) sono stati pensati per iniziare la conversazione; poi il confronto aperto; alle 12.15 l’Angelus, alle 12.30 il pranzo. Ne parliamo con monsignor Giampaolo Citterio, vicario episcopale di Zona, che introdurrà l’incontro.

L’Arcivescovo ricorda sempre come la Lettera sia di facile lettura per tutti. Nella vostra Zona come procede il confronto in merito?
Abbiamo letto e interiorizzato la Lettera, ne abbiamo parlato con i fedeli nelle parrocchie, con gli operatori nei vari ambiti pastorali. Anche molti laici si sono già incontrati. Tra noi confratelli ci siamo confrontati nelle riunioni dei nove Decanati. Anche come Zona pastorale ci siamo ritrovati tutti, sacerdoti, religiosi e diaconi, a conversare col Vicario generale, che ci ha aiutato a individuare lo spirito del testo.

Che cosa vi aspettate dall’incontro con Scola?
Desideriamo vivere con lui un respiro di Chiesa con questo sguardo positivo. Gli confideremo le nostre fragilità, le nostre difficoltà, insieme alle attese e alle speranze, in un dialogo che dice reciproco ascolto, desiderio di comunione e condivisione della passione pastorale. Ci ha scritto una Lettera: ora desideriamo rispondere con la nostra presenza, dirgli quanto le sue parole ci hanno raggiunto, come stiamo utilizzando questa Lettera nel nostro lavoro pastorale. Ci aspettiamo risposte alle nostre domande, sostegno alle nostre fatiche e vicinanza alla nostra realtà di uomini che stanno dedicando la vita al Vangelo di Gesù, in questa Chiesa.

«Il campo è il mondo» invita al confronto…
Sì, è una Lettera che invita a pensare e a rielaborare, a confrontarsi e mettersi in gioco, non tanto nella ricerca di cose nuove da fare, ma nella riscoperta di uno stile di vita da avere e da comunicare. Venerdì 11 ottobre abbiamo vissuto un momento intenso di Chiesa in occasione del Convegno missionario di Zona: con la presenza di tanti gruppi e di testimoni di ogni età (tantissimi giovani) e appartenenza (parrocchie, oratori, centri giovanili, gruppi missionari, associazioni, movimenti), abbiamo sperimentato quanto sia efficace vivere lo sguardo positivo sul mondo; sguardo che sa riconoscere, custodire e valorizzare il seme buono che con abbondanza è già stato gettato nei nostri cuori; e insieme abbiamo sperimentato quanto sia bello gustare i frutti del lavoro di chi sa condividere, raccontare, e testimoniare, con semplicità e umiltà, l’azione che lo Spirito Santo compie nella Chiesa e nel mondo.

Nella vostra Zona sono presenti la Fiera e il sito dell’Expo. Cosa significa per voi?
L’Arcivescovo ci ha scritto che desidera condividere con noi il suo sguardo che, partendo dalle guglie del Duomo, si apre sulla metropoli, sulla Diocesi, sull’Europa e sul mondo. Noi siamo proprio nella Zona che, uscendo da Milano, a partire dal Decanato di Rho, lungo l’asse del Sempione, si snoda nei Decanati Villoresi, Legnano, Busto Arsizio e Valle Olona, per aprirsi da un lato a quello di Bollate e Saronno, dall’altro a quello di Magenta e Castano Primo. Perciò è lo sguardo che spazia dal cuore di Milano all’Europa e che, attraverso la presenza della Fiera e del sito dell’Expo, raggiunge il mondo intero. Potremmo dire: il mondo è qui.

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