Le parole di Benedetto XVI nell’omelia della Messa che, davanti a oltre un milione di persone, ha concluso Family 2012. L’annuncio del Papa: il prossimo Incontro mondiale nel 2015 a Filadelfia (Usa). Dal Pontefice 500 mila euro per le popolazioni terremotate

celebrazione

 

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«Sono lieto di annunciare che il prossimo Incontro mondiale delle famiglie avrà luogo nel 2015, a Filadelfia, negli Stati Uniti d’America. Saluto l’Arcivescovo di Filadelfia, monsignor Charles Chaput , e lo ringrazio fin d’ora per la disponibilità offerta». Così, al termine della Messa che ha concluso il VII Incontro mondiale delle Famiglie, Benedetto XVI ha annunciato la sede del prossimo appuntamento

Nella solennità della Santissima Trinità il Santo Padre ha presieduto la concelebrazione eucaristica davanti a una folla immensa, stimata in oltre un milione di persone, che fin dalle prime luci dell’alba ha gremito le navate “a cielo aperto” della grande area del Parco Nord – Aeroporto di Bresso.

Il saluto di Scola

Dopo la processione di ingresso, il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha rivolto il suo saluto a Benedetto XVI: «Santità, l’abbraccio di questa moltitudine di fedeli che trasforma questa grande area aeroportuale in un tempio a cielo aperto, cui si aggiunge l’incalcolabile numero di quanti ci seguono in tutto il mondo attraverso i mass media – voglio ricordare in modo speciale i bambini, gli anziani, gli ammalati, coloro che sono nell’ombra della morte e i più bisognosi -, questa multiforme assemblea esprime l’amore ecclesiale per il Successore di Pietro. Questi uomini, queste donne, questi giovani, questi ragazzi hanno ben compreso un dato importante, Santità, che il Successore di Pietro, e con Lui tutti i Pastori, ha bisogno di loro, di ciascuno di loro…».

A testimoniare l’universalità della celebrazione, la prima lettura è stata proclamata in inglese, la seconda in spagnolo, il Salmo responsoriale e il Vangelo, invece, sono stati cantati in italiano. Nella preghiera dei fedeli le cinque intenzioni sono state proposte da alcuni fedeli in tedesco, inglese, portoghese, francese e spagnolo.

L’omelia

«Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro». Così il Papa nell’omelia, che ha proseguito rivolgendosi direttamente alle coppie presenti: «Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare. È fecondo poi nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. È fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione». «Cari sposi – ha proseguito – abbiate cura dei vostri figli e trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità».

Realtà meravigliosa

«Il progetto di Dio sulla coppia umana – ha chiarito il Pontefice – trova la sua pienezza in Gesù Cristo, che ha elevato il matrimonio a sacramento». «La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell’amore – ha aggiunto – è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il mondo. Davanti a voi avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore: mantenere un costante rapporto con Dio e partecipare alla vita ecclesiale, coltivare il dialogo, rispettare il punto di vista dell’altro, essere pronti al servizio, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, concordare gli orientamenti educativi, essere aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile». Rivolgendosi ai fedeli «segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione», ha precisato: «Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra sofferenza e fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza».

No a una concezione utilitaristica

Nel libro della Genesi, «Dio affida alla coppia umana la sua creazione» e, per Benedetto XVI, «in questa indicazione possiamo leggere il compito dell’uomo e della donna di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica». Per il Papa, «nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere a uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie». Anzi, «la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale».

E poi un richiamo al tema di Family 2012: «Famiglia, lavoro, festa: tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa, è importante per costruire società dal volto umano».

I ringraziamenti di Antonelli

Nei ringraziamenti finali, anche il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, si è collegato al tema di Family 2012: «I cristiani e le loro famiglie le promettono di impegnarsi a vivere secondo il Vangelo la famiglia, il lavoro e la festa. Parteciperanno fedelmente alla Messa della Domenica, per accogliere l’amore di Cristo e portarlo nella casa, nel luogo di lavoro, in tutte le relazioni e attività del vissuto quotidiano». Dal Cardinale anche un auspicio indirizzato alla Chiesa ambrosiana: «Il Signore faccia risplendere la vita cristiana nelle comunità e nelle famiglie di questa Chiesa di Sant’Ambrogio e di San Carlo Borromeo, e degna continuazione di una storia lunga e gloriosa».

Al termine monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012, ha annunciato che delle offerte raccolte dalla Diocesi di Milano in occasione della visita del Santo Padre, 500 mila euro sono stati devoluti dal Papa alle popolazioni colpite dal recente terremoto in Emilia e della bassa Lombardia. L’offerta è stata consegnata simbolicamente a monsignor Roberto Busti, vescovo di Mantova.

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