In un momento di grande preoccupazione per gli ospiti delle Rsa, visita alla Residenza Anni Azzurri. Monsignor Azzimonti: «Ogni vita è importante, i “nonni” sono una risorsa e la società deve farsi carico dei loro bisogni e delle loro necessità»

di Annamaria Braccini

Residenza Anni Azzurri Lambrate
La Residenza Anni Azzurri

Una visita presso la Rsa Anni Azzurri, Polo geriatrico-Riabilitativo di Lambrate. È quella che l’Arcivescovo compirà nel pomeriggio della domenica di Pasqua. Monsignor Carlo Azzimonti, vicario episcopale per la Zona pastorale I, spiega il perché di questa scelta: «La decisione è stata condivisa con l’Arcivescovo, anzi direi che è stata un poco sollecitata dai Decani della città, che ho potuto incontrare lunedì scorso, in collegamento a distanza, e che mi hanno manifestato le preoccupazioni in cui si trovano oggi gli ospiti nelle Residenze per anziani. Le Rsa sono molte e diffuse in tutto il territorio della Città e della Zona pastorale I e quindi molti parroci hanno una concreta prossimità con queste strutture. A partire dalla solitudine accentuata degli anziani – situazione ancora più acuita dalla pandemia in corso e dalla frequente impossibilità di comunicazione con i familiari -, e considerando anche le fatiche degli operatori, a volte in numero ridotto perché a loro volta colpiti dal virus, ci è sembrato bello che l’Arcivescovo mostrasse la vicinanza della Chiesa».

Pasqua, giorno della Risurrezione. Anche questa scelta vuole essere un segno, di fronte ai dati sconvolgenti, e che ci interrogano, sulle troppe morti degli anziani?
Noi cristiani crediamo che il Signore è risorto, vincendo definitivamente la morte. Quindi, anche i nostri nonni, che sono già transitati nella casa del Padre, sono vivi, per il credente, nella Comunione dei Santi. È un messaggio forte, un messaggio di speranza, che deve essere comunicato a tutti, in primo luogo, ovviamente, a quelli che, in questo momento, vivono le situazioni di maggior fatica. Credo che la Chiesa abbia il dovere di ribadire che la vita di ogni persona è preziosa. Noi sappiamo quanto – anche in una condizione, diciamo di normalità, precedente alla pandemia – purtroppo gli anziani, spesso rischino di essere considerati uno “scarto”, mentre ogni persona, di ogni età, è una risorsa, è una vita tracciata dall’amore di Dio. L’Arcivescovo vuole proprio ribadire questo: che ogni vita è importante, che gli anziani, i nonni sono una risorsa e che la società deve farsi carico dei loro bisogni e delle loro necessità, offrendo, parole di conforto e di amicizia.

La preoccupazione e la sollecitudine dell’Arcivescovo verso questa categoria è evidentissima, come testimonia anche il messaggio che ha voluto personalmente rivolgere loro. Al di là delle polemiche che stanno infuriando proprio riguardo alle Rsa, la logica della visita è, dunque, un farsi prossimo concreto?
Certo, proprio così. La Magistratura farà le sue indagini, la Regione compirà le sue ispezioni, verificando eventuali mancanze e inadempienze da parte di coloro che gestiscono queste realtà. Ma non è questo, certo, il momento di alimentare le polemiche. Piuttosto si tratta di accentuare la vicinanza a chi più soffre, quelli che mi piace chiamare i nostri nonni ricoverati nelle case di riposo e che vivono questa situazione tanto dolorosa. Tanti, troppi sono passati all’altra riva e, magari, in una situazione di desolata solitudine, senza neppure, per i parenti, il conforto delle Celebrazioni esequiali: è giusto e doveroso che la Chiesa manifesti la propria prossimità.

Come si svolgerà la visita?
Ovviamente non è possibile entrare nei reparti. L’Arcivescovo arriverà nel giardino prospiciente l’entrata, poi attraverserà la hall della struttura, da cui si accede alla Cappella, che è collegata con un circuito audio-video interno. Quindi, il momento di preghiera e la riflessione dell’Arcivescovo saranno diffusi in tutte le camere, quelle degli ospiti della Rsa, dell’hospice che conta 12 posti letto come nei locali del personale. Verrà data lettura del Vangelo della Domenica di Pasqua, poi sarà recitata una preghiera, probabilmente una decina del Rosario, infine il Vescovo rivolgerà la sua riflessione e impartirà la benedizione.

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