Presentazione del Messaggio per l’estate dell’Arcivescovo in un incontro ispirato al versetto biblico “La Saggezza parla presso le porte, all’ingresso, negli androni”. Invitati in particolare quanti si occupano dell’accoglienza turistica

di Massimo PAVANELLO

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“La Saggezza parla presso le porte, all’ingresso, negli androni”. Il versetto biblico, tratto dal libro dei Proverbi, guiderà il testo e la presentazione del tradizionale Messaggio per l’estate a firma del cardinale Angelo Scola. Lo spunto è dato dall’Anno della fede in corso, e in particolare dal documento col quale il Santo Padre ha indetto tale circostanza spirituale: la lettera apostolica Porta fidei.

L’augurio per una serena estate di ri-creazione, indirizzato ai lombardi in partenza per le vacanze e a quanti arriveranno nella regione, sarà affidato durante una tavola rotonda proprio a chi sta “sulla porta” dell’accoglienza turistica. Ai concierge, ai portieri, ai facchini, agli operatori del front desk sarà infatti chiesto di farsi latori di questa parola rivolta pure a loro. L’occasione è quasi una anticipazione del movimento di annuncio missionario in tutti gli ambienti del quotidiano che caratterizzerà il prossimo anno pastorale: le soglie da oltrepassare, le strade da intraprendere.

Il ragionamento dell’Arcivescovo, riguardo il punto in oggetto, poggia sul famoso passo biblico che ricorda come Dio per primo abbia riposato. La ricerca della quiete da parte dell’uomo quindi non è altro che emulazione della vita di Dio che appella al compito della tutela degli affetti e del lavoro. Un otium di stampo relazionale, quindi. E proprio per questo, argomenta Scola, perché ci sia reale collaborazione alla ri-creazione da parte dell’uomo non basta ridurre le ore di lavoro e ampliare quelle di riposo. Queste ultime, infatti, trovano saggezza solo nell’esercizio della libertà. Un valore vissuto nella comunione col trascendente e provato nella comunità dei fratelli.

La riflessione sulla vacanza, e in particolare sulla festa che ne dà il quadro di senso, non è certo nuova in ambito ecclesiale. L’origine strutturata più recente la si trova nel Convegno di Verona (2006), che rimodulò gli ambiti di azione pastorale e tra i cinque individuati vi comprese quello relativo al lavoro e alla festa. A seguito della convocazione veneta Scola scrisse Come nasce e come vive una comunità cristiana. A partire dal IV Convegno Ecclesiale di Verona (Marcianum Press). Lì l’allora Patriarca riprese i temi del raduno elaborandoli con sistematicità.

Giunto a Milano il Cardinale ha poi gestito l’Incontro mondiale delle famiglie – col motto proprio di “Famiglia: lavoro e festa” – continuando così la riflessione su un argomento mai abbandonato e riproponendo lo stesso motivo, in più puntate, anche sul mensile Il Messaggero di Sant’Antonio. Le scorse settimane, infine, hanno visto l’Arcivescovo trattare la materia in contesti diversi. Solo per citare il più recente, l’evento “10 piazze per 10 comandamenti” durante il quale ha rilanciato l’iniziativa “Liberare la domenica”, sostenuta dalla Cei per fare festa insieme e generare così la vera comunità.

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